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La messa di Natale col Gesù Bambino di colore: “Chi non accoglie è un cristiano insignificante”

Il parroco del quartiere Campagnola a Bergamo, don Enrico, durante la messa di Natale critica "quel partito che chiude i porti anche il 24 dicembre"

“Chi non accoglie e vota quel partito che chiude i porti anche la vigilia di Natale è un cristiano insignificante”. È arrivato da poco nella parrocchia di Campagnola don Enrico d’Ambrosio, ma nella messa più partecipata dell’anno, quella di Natale, non ha avuto alcun timore a far sapere in modo chiaro come la pensa in materia di accoglienza e povertà.

Un chiaro messaggio, ancor prima dell’omelia, il parroco l’ha dato anche all’inizio della celebrazione, quando nella culla ha deposto un neonato “Gesù Bambino” di colore.

“Siamo diventati dei cristiani insignificanti – ha poi detto durante la messa -, perché facciamo sempre più fatica a vivere nel quotidiano quello che celebriamo in chiesa. Sono cristiani insignificanti anche quelle persone che votano quel partito che chiude i porti anche il 24 dicembre, la vigilia di Natale”.

Il riferimento – abbastanza chiaro – è per la Matteo Salvini che domenica 23 dicembre ha ribadito il “no” allo sbarco di 33 migranti recuperati al largo della Libia dalla Ong olandese Sea Watch 3.

Appena due giorni prima il vicepremier e leader leghista aveva rifiutato l’accoglienza di altri 300 profughi già respinti da Malta: “La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 200 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare – ha dichiarato Salvini -, dopo che Malta (dopo aver fatto giustamente sbarcare una donna e un bambino) ha detto di no. La mia risposta è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita”.

I migranti hanno poi trascorso il Natale in mare prima di essere accolti in Spagna nella mattinata di venerdì 29 dicembre.

Salvini era anche stato attaccato su Twitter dal fondatore di Open Arms: “La tua retorica e il tuo messaggio, come tutto in questa vita, finiranno – ha scritto sul social network Oscar Camps -. Però sappi che tra qualche decennio i tuoi discendenti si vergogneranno di ciò che fai e che dici”.

Qui l’omelia completa di don Enrico

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