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“Caro Babbo Natale, aiutami ad essere più forte e a credere in me stessa”

Margherita ha 16 anni ed è a BGY che ha deciso di affidare la letterina di Babbo Natale, con i suoi desideri più preziosi

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Caro Babbo Natale,

voglio iniziare col chiederti scusa: penso di averti mandato in banca rotta in questi anni tra tutte le bambole e quegli orrendi giochi in scatola che ogni anno ti chiedevo, o almeno, l’avrei fatto se fosse stato per me. Per fortuna poi arrivava mamma che in un modo o nell’altro mi convinceva a ridurre la lista, anche se restava comunque piuttosto lunga.

Quindi quest’anno voglio rimediare, la lista è comunque lunga, non sperarci troppo, ma ti farò spendere molto di meno, anzi, nulla. Eppure, caro Babbo Natale, non hai idea di quanto siano preziose le cose che ti sto per chiedere.

Innanzitutto, caro Babbo Natale, vorrei che questo Natale io abbia sempre la risposta pronta: nei pranzi di famiglia, con gli amici e non. Vorrei averla lì. Una bella risposta ad effetto, pronta con un bel fiocco sopra, magari uno di quelli che si usano adesso: tutti colorati e con mille fantasie. Una di quelle risposte “boom” o “wow”, presente no?

Vorrei imparare a non restarci così male se qualcuno mi risponde meno educatamente del solito, vorrei che mi entrasse in testa che a tutti capita un “momento no” e che non per forza il tono usato è sempre volontario.

A volte capita.
A volte.

Vorrei invece essere più dura con chi la maleducazione se la mangia a colazione, quello sì. Vorrei averla in quei momenti la risposta pronta di cui ti parlavo prima. Che buona sì, ma stupida no.
Non parlo di rispondere alla maleducazione con la maleducazione, quello no, sarebbe stupido e controproducente. Intendo semplicemente farsi rispettare e lo sai anche tu Babbo Natale che c’è una differenza infinita.

Vorrei poi imparare a prendere la palla al balzo, a pensare di meno. Che a volte a pensare perdi solo tempo. Che se stai ore davanti a un binario a pensare se prenderlo o no quel treno va a finire che pensa che ti ripensa, pensa che ti ripensa, il treno è bello che partito e ormai non lo becchi più. E mentre ti chiedi “e se fossi salita?” ti rendi conto che avresti potuto fare un viaggio a vuoto, oppure un’esperienza mozzafiato. Avevi il 50% di possibilità che andasse bene e altrettanta che andasse male, ma quale sarebbe stato il risultato non lo saprai mai. I Romani dicevano “carpe diem”, e se è vero che la storia insegna, questa è una delle cose che bisognerebbe imparare.

Vorrei essere più curiosa, vorrei essere più felice, vorrei essere me al 100% sempre e costantemente.
Vorrei non dover perdere tempo a pensare all’impressione che gli altri possono avere di me, non vorrei rubare così il tempo alla mia vita. Vorrei imparare a fregarmene di dover dire sempre la cosa giusta, di dover avere sempre il comportamento più consono per ogni situazione.

Vorrei non dover sprecare il tempo ad ascoltare cose che non mi interessano e dover fare finta che non sia così.
Vorrei essere e soprattutto sentirmi libera di dire, fare e pensare, senza preoccuparmi del luogo, del contesto e dei “non sta bene”.

Vorrei imparare a fregarmene di questi cancelli di fiammiferi che ci costruiamo da soli, che basta una scintilla che in un secondo prendono fuoco e quello dopo non ci sono più.
Vorrei credere di più in me stessa, in ciò che sono, ed essere più orgogliosa di me, del mio io, di ciò che sono in me medesima, dentro e fuori, e farlo senza esitazioni.

Non so se ti ricordi, ma ogni anno alla fine della letterina (un po’ anche per i sensi di colpa) scrivevo sempre la solita frase: “caro babbo natale, non importa se non mi porti tutto, va bene anche solo una regalo”; sappi che vale la stessa cosa per quest’anno, scegli tu.

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