Il Natale in letteratura: da Dickens a Capote per ricordarci di amare - BergamoNews
I libri più belli

Il Natale in letteratura: da Dickens a Capote per ricordarci di amare

Un momento pieno di amore e di gioia che ha ispirato scrittori e poeti di ogni secolo, desiderosi di raccontare come cambiano le persone durante le feste natalizie e cercando, così, di dare un messaggio di condivisione, solidarietà e unione

Feste natalizie: tempo di un buon libro per godere dei momenti off-line tra un pasto, una tombola e i selfie di famiglia. Almeno in questo periodo spegnete gli smartphone e godetevi la magia dell’albero di Natale e il privilegio di poterlo trascorrere con chi amate.

Un momento pieno di amore e di gioia che ha ispirato scrittori e poeti di ogni secolo, desiderosi di raccontare come cambiano le persone durante le feste natalizie e cercando, così, di dare un messaggio di condivisione, solidarietà e unione indirizzato non solo al signor Scrooge, anzi!

È proprio da “Cantico di Natale” di Charles Dickens che non può che incominciare il nostro viaggio alla scoperta di alcuni dei libri che raccontano l’atmosfera e i sentimenti più belli del Natale.

Scritto nel 1843 è divenuto emblema dello spirito della festività, nei paesi anglosassoni soprattutto. La conversione di Ebenezer Scrooge, spietato affarista che ha come sola religione il denaro, non conosce il significato della parola caritatevole e rifiuta al proprio dipendente un pezzo di carbone per scaldarsi, propone delle riflessioni di speciale importanza: dalla povertà allo sfruttamento minorile, all’importanza di donare e donarsi agli altri per poter essere felici.

Quasi altrettanto popolare è, nel tempo, diventato anche “Un Natale” (1956) di Truman Capote. Racconto autobiografico in larga misura, ambientato negli anni ’30, descrive un periodo dell’esistenza del narratore, quando egli era solo settenne ed aveva, quale migliore amica, una signora d’età, sua lontana cugina. I temi della perdita e della solitudine emergono con evidenza da questo acquarello di gran forza evocativa, in cui la gioia di donare ha particolare rilievo ed importanza.

Impossibile non citare un’altra storia breve, “Il dono” (1952) di Ray Bradbury. Collocato nello spazio il 24 dicembre 2052, di genere fantascientifico, vede al  centro i desideri di un padre, di una madre e d’un figlio, sottolineando il tema dell’immutabilità del sentimento nella giornata di Natale, qualunque siano le coordinate spazio-temporali in cui ci si trova.

Stupendo è, pure, “Il mio Natale nel Galles” (1952) di Dylan Thomas: il poeta e scrittore gallese vi ritrae  il Natale attraverso gli occhi di un ragazzino, così indulgendo alla nostalgia per un passato semplice e felice.

I classici ci sembrano, decisamente, questi, ma l’argomento non si esaurisce certo qui: ad esempio, vi sono romanzi in cui il Natale, seppur non centrale, conserva una certa importanza.

Non è un caso, ad esempio, che Louisa May Alcott in “Piccole donne” (1868-69) collochi le vicende della sua saga familiare giusto tra un Natale e l’altro. E aggiunge fascino, sicuramente, la peculiare atmosfera di festa al mistero della camera chiusa disvelato  dal detective belga Hercule Poirot in “Un Natale di Poirot” (1939) di Agatha Christie.

Qualunque sia il libro che racconti del Natale, qualunque siano le pagine in cui deciderete di immergervi durante le feste, ricordatevi di fermarvi un secondo a guardare la vostra famiglia e siate grati di quello che avete. E, come diceva il piccolo Tim di Canto di Natale, “Dio ci benedica tutti quanti!”

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