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Parte a Bergamo l’infermiere di quartiere, San Tomaso epicentro del “welfare urbano”

Firmato il protocollo tra FNP Cisl, Comune di Bergamo, ATS e altre associazioni

Il quartiere di San Tomaso, a Bergamo, diventa epicentro della sperimentazione per una città che sappia offrire “welfare di comunità in quartiere urbano”. Con questo nome, nei giorni scorsi, alcune realtà della città, su spinta di FNP Cisl, hanno sottoscritto un protocollo per far partire il progetto dell’infermerie di quartiere, cioè un punto di riferimento sul territorio per prestazioni infermieristiche, attività di educazione sanitaria e prevenzione, integrato da servizi domiciliari innovativi ed esami strumentali, con competenze professionali di eccellenza e con una capacità di risposta adeguata e personalizzata al bisogno dell’utente.

“I servizi infermieristici territoriali escono così dal modello dello studio professionale per sviluppare uno specifico modello di unità di offerta dedicata all’assistenza; è questa la prima di tante proposte che mettiamo a disposizione del territorio, la prima che vediamo realizzata, con l’obiettivo della socializzazione di chi vive nel quartiere”, dice Roberto Corona, segretario FNP CISL e “anima” del progetto.
“Nella convenzione che abbiamo firmato, in effetti, c’è tutto quello di cui abbiamo discusso in questi mesi, compresa l’attivazione di infermieri volontari, anche in pensione e residenti nel quartiere, per supportare il progetto e aumentarne il monte ore”.

L’idea nasce qualche anno fa, dall’osservazione fatta sull’abitato di San Tomaso, un agglomerato che conta 7000 residenti, dei quali ben 2000 oltre i 65 anni, e di questi più di 600 che vivono soli e presentano diverse fragilità.
Già la nascita del Centro Terza Età, che il comune ha affidato a un’associazione nata per lo scopo, da febbraio 2016, è stato avviato, grazie alla collaborazione tra Associazione Centro Terza Età S. Tomaso, Federazione Pensionati Cisl Bergamo, ACLI Bergamo, Associazione di Promozione sociale e culturale Alilo’ Futuro Anteriore. Qui, agisce un laboratorio di attivazione di reti sociali. Ciascuno degli enti ha contribuito mettendo a disposizione risorse umane professionali, economiche e sociali.

Nel Centro Sociale, dall’ottobre 2017 è stato aperto uno Sportello per raccogliere e gestire domande d’informazione e orientamento ai servizi sanitari, sociali, socio-assistenziali, socio-lavorativi.

“Da una prima raccolta dati che ha interessato le persone anziane sono emerse esigenze di un presidio di primo intervento, soprattutto di natura diagnostico-preventiva, in considerazione anche della ridotta mobilità di residenti ultra-ottantenni, e richieste di informazione (non solo per anziani) relative a malattie, percorsi di prevenzione, qualità degli stili di vita. Questo ci ha portato a continuare nell’intento di far partire il progetto dell’infermiere di quartiere”.

Gli operatori e i volontari dello sportello sociale presso il Centro Terza Età raccoglieranno le domande di prestazioni infermieristiche di base e le condivideranno con i referenti dell’Istituto Palazzolo, che provvederà ad individuare il personale infermieristico a cui verrà affidata la responsabilità del servizio e a organizzare con lo sportello sociale le modalità di progressiva implementazione del servizio, garantendo una presenza settimanale di personale infermieristico per 2 ore settimanali per erogare gratuitamente prestazioni che andranno dalla rilevazione dei parametri vitali al monitoraggio glicemia; dall’aiuto e formazione nell’ autosomministrazione corretta dei medicinali, all’orientamento a stili di vita sana attraverso atti di prevenzione ed educazione sanitaria, alle iniezioni intramuscolari e sottocutanee. L’avvio del servizio è previsto entro la fine di gennaio 2019.

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