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Il decreto legge mette al bando gli NCC, noleggio con conducente

Il Comitato di difesa NCC sottolinea la necessità di una riforma seria che stabilisca regole chiare per tutti, NCC e taxi.

Con l’approvazione del decreto legge il Consiglio dei Ministri mette a rischio il futuro professionale di un’intera categoria e la possibilità di lavorare per gli 80.000 operatori NCC (Noleggio con conducente) che svolgono servizio sul territorio nazionale. Il Comitato di difesa NCC sottolinea la necessità di una riforma seria che stabilisca regole chiare per tutti, NCC e taxi. Quello che serve è una visione innovativa e integrata della mobilità, che consenta a tutti di lavorare in sicurezza e offrire un servizio efficiente alla cittadinanza.

Il Comitato di Difesa NCC chiede di aprire subito un nuovo spazio di negoziazione per approdare a norme che siano realmente migliorative e consentano a NCC e taxi di lavorare insieme nel migliore dei modi a tutto vantaggio dei cittadini.

Si ricorda che la legge quadro che regolamenta il settore dei trasporti è la legge n. 21 del 15 gennaio 1992: una legge che è stata promulgata tenendo in considerazione uno scenario completamente diverso da quello attuale. Nel 1992 la mobilità era diversa e internet e i relativi servizi praticamente non esistevano. Da allora nessuna riforma è intervenuta, se non un decreto del 2008 che impone agli NCC di rientrare in rimessa dopo ogni corsa, fortunatamente sospeso per 10 anni consecutivi. Purtroppo quello che era nata come una proroga ad una legge ingiusta è diventata la prassi. Anche per questa ragione le autorizzazioni oggi circolanti sono così mal distribuite in Italia. Ad esempio, nel comune di Milano ci sono 214 autorizzazioni NCC attive (le licenze taxi sono 5.700) e l’ultima è stata emessa nel 2001. Secondo i dati di Confcommercio, le autorizzazioni NCC a Roma sarebbero circa 1.000, mentre le licenze taxi sarebbero 7.000.

NCC e Taxi svolgono attività e servizi diversi, solo apparentemente si può sostenere che ci sia diretta concorrenza tra i due.

Se non verrà modificato entro i termini consentiti dalla legge, in base al nuovo decreto gli NCC dovranno rispettare una serie di regole che rendono di fatto impraticabile la loro professione e in particolare le telefonate di prenotazione delle corse dovranno passare per forza attraverso le rimesse che si dovranno trovare all’interno del comune o della provincia e della città metropolitana che ha rilasciato l’autorizzazione:

“Il Governo – dice Mauro Ferri, presidente di Anitrav – continua a dire che questo emendamento migliora la situazione degli NCC, ma non è così: estendere il vincolo di territorialità alla provincia anziché al comune, impone comunque dei paletti che decretano la fine dell’attività per gli NCC e riducono alla fame le relative famiglie”.
“La pretesa di regolamentare le forme contrattuali vincolandole alle esigenze delle altre categorie, favorisce di fatto il monopolio e l’innalzamento dell’illegittimo valore delle licenze” continua Ferri.

“Auspichiamo che il decreto venga modificato per non creare decine di migliaia di lavoratori abusivi o disoccupati, persone che fino al 31 dicembre lavoreranno nel rispetto della legge come hanno sempre fatto finora” dichiara Luigi Pacilli (Presidente di Federnoleggio Confesercenti), che insieme a Mauro Ferri (Presidente di Anitrav) e Daniele Ercoli (Presidente di Fai Confcommercio) si sono riuniti nel Comitato Difesa NCC.

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