#SpazzaCorrottiDay, anche in Bergamasca banchetti e gazebo informativi - BergamoNews
La mobilitazione

#SpazzaCorrottiDay, anche in Bergamasca banchetti e gazebo informativi

L’iniziativa, lanciata su tutto il territorio nazionale dal Movimento 5 Stelle, sarà dedicata alla legge anticorruzione approvata pochi giorni fa in modo definitivo alla camera dei deputati.

Il 22 dicembre si terrà in tutta Italia lo #SpazzaCorrottiDay. L’iniziativa, lanciata su tutto il territorio nazionale dal Movimento 5 Stelle, sarà dedicata alla legge anticorruzione approvata pochi giorni fa in modo definitivo alla camera dei deputati.

La legge definita “Spazzacorrotti” è la prima vera legge anticorruzione dai tempi di Tangentopoli. Questa legge prevede: pene più alte per i corrotti, poliziotti sotto copertura nella pubblica amministrazione, trasparenza nel finanziamento ai partiti, “Daspo” a vita ai corrotti condannati a più di due anni di reclusione, stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado.

Lo #SpazzaCorrottiDay si terrà anche in provincia di Bergamo. I gruppi locali M5S allestiranno vari banchetti e gazebo nelle piazze e nelle strade di: Azzano San Paolo, Bergamo, Boltiere, Capriate San Gervasio, Lallio, Riva di Solto, Seriate, Stezzano e Villa di Serio.

Secondo uno studio di Unimpresa la corruzione in Italia negli ultimi 10 anni è costata all’Italia almeno 100 miliardi di euro. Solo negli ultimi sei mesi la Guardia di Finanza ha scoperto mazzette per 40 milioni di euro. La corruzione fa diminuire gli investimenti esteri e fa aumentare il costo degli appalti. Le aziende che operano in un contesto corrotto crescono meno rispetto a quelle che operano in un’area di legalità.

Nella percezione dei cittadini l’Italia è uno dei Paesi più corrotti d’Europa (25esima su 31 posizioni) e rimane sotto la sufficienza anche a livello mondiale (54esima su 180 posizioni).

Durante la discussione generale sulla legge Anticorruzione in Aula alla Camera dei Deputati, il portavoce M5S avvocato Devis Dori ha affermato: “Per noi questa è una legge fondamentale e, certamente, una delle più importanti. Perché questa legge parla anche di politica. E parlare di politica, significa parlare di democrazia. La stessa Costituzione all’art. 49 riconosce il rapporto diretto tra politica e democrazia. “Politica” è compiere delle scelte: tra le possibili soluzioni, se ne sceglie una, quella ritenuta più adatta alla realizzazione del Bene comune. Il cittadino deve avere la certezza che queste scelte NON siano prese a vantaggio di qualcuno, magari per ottenere qualcosa in cambio, ma a vantaggio della collettività. E allora, questa legge: “spazza via” l’ambiguità e “spazza via” l’opacità. “Spazza via” l’ambiguità, perché noi dobbiamo essere certi che le scelte politiche siano prese in modo libero, senza quei lacci che trattengono le mani e le orientano ingiustamente verso gli interessi di uno o di pochi. “Spazza via” l’opacità, perché noi dobbiamo sapere chi dà cosa e a chi. I contributi e le erogazioni in denaro o servizi a vantaggio dei partiti e dei movimenti politici devono essere conosciuti. Tutti devono sapere quanti e quali soldi girano attorno alla politica”.

La legge porterà più trasparenza. L’avvocato Dori ha continuato: “Grazie a questa legge, i partiti, fra poche settimane, saranno obbligati a rendere pubbliche tutte le donazioni superiori a 500 euro annui per soggetto erogatore. Inoltre, in occasione di competizioni elettorali – eccetto le elezioni amministrative nei comuni con meno di 15mila abitanti – è introdotto per i partiti, movimenti politici e liste che si presentino alle elezioni, l’obbligo di pubblicare sul proprio sito internet il curriculum vitae fornito dai propri candidati ed il certificato penale. Una delle grandi battaglie del M5S trova quindi qui il suo compimento. Questa legge arriva purtroppo con 25 anni di ritardo. Non possiamo immaginare come potrebbe essere ora il nostro Paese; la corruzione infatti costa all’Italia 10 miliardi di euro all’anno in termini di maggiori costi per i cittadini e per le imprese oneste, di infiltrazioni della criminalità organizzata – ad esempio in appalti pubblici-, di minori investimenti stranieri in Italia. La lotta alla corruzione quindi non ha a che fare solo con la Giustizia, ma anche con l’economia. I cittadini sappiano che in 6 mesi realizziamo ciò che non è stato fatto da chi ci ha preceduto in questa Aula dai tempi di Tangentopoli ad oggi.

Ora, invece, non è più il tempo per perdere del tempo. Quando si crede fortemente in una cosa, non si può rimandare. Ebbene, oggi, “spazziamo via” i tentennamenti della vecchia politica. Il Paese lo chiede. L’Italia lo merita”.

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