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Chiesa all’ex ospedale, il cardinal Ravasi: “Moschea? Meglio evitare commistioni di fedi”

La cappella degli ortodossi venduta agli islamici. Il presidente del Pontificio Consiglio della cultura ne ha parlato in tv a 'Porta a Porta'

“La religione musulmana nel nostro Paese ha diritto ad avere spazi, ma entrare in una chiesa cattolica è difficile. Questa ha una sua forte identità, una sua struttura e una sua storia che non può essere facilmente sovrapposta ad un’altra completamente diversa dal punto di vista stilistico e spirituale. L’appello è quello di concedere spazi propri dei musulmani per il loro culto”.

Lo ha detto il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, dopo un servizio andato in onda a ‘Porta a Porta‘ sul caso della cappella agli ex Riuniti messa all’asta lo scorso 20 settembre dall’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

Dall’estate 2015 la cappella ospita le funzioni della comunità ortodossa romena, ma l’offerta più alta è stata quella presentata a sorpresa dall’Associazione Musulmani di Bergamo. Risultato? La vicenda ha scatenato un putiferio politico che ha di fatto congelato il tutto. Regione Lombardia, che controlla l’Asst Papa Giovanni, nel 2015 aveva approvato una legge regionale molto restrittiva sui luoghi di culto – non a caso ribattezzata “anti moschee” – e si è detta pronta a fare valere il diritto di prelazione.

Va detto che il fenomeno delle chiese all’asta è piuttosto diffuso, soprattutto nel nord Europa. Un tempo luoghi di culto gremiti di fedeli, con il passare degli anni si sono svuotate fino ad essere dismesse e vendute all’asta. In alcuni casi sono diventati ristoranti, in altri negozi di abbigliamento, supermercati, palestre, discoteche.

Un problema che il Vaticano ha recentemente affrontato chiamando a Roma tutti i responsabili del settore dell’edilizia di culto per fare il punto e avere una fotografia della situazione. Ma questa è un’altra storia.

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