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I segreti di un giornalista televisivo: Enrico Fedocci in cattedra alla BgNews Academy

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Questa volta a sedere dietro la cattedra della Bergamonews Academy 3 c’è Enrico Fedocci, primo direttore di Mediasetonline (TgCom), cronista per il TG5, TG4 e Studio Aperto. Addentrandosi nei criteri della professionalità giornalistica, Fedocci, a buon merito, veste i panni del maestro per tutti gli allievi della scuola di giornalismo gratuita di Bergamonews.

Presente nell’ambiente giornalistico sin da giovanissimo, Fedocci è stato professore del corso di giornalismo presso l’Università Cattolica di Milano dal 1997 al 2002 e cronista presso i canali Mediaset di importanti accadimenti di cronaca nazionale e internazionale.

Accolto dagli occhi curiosi degli allievi dell’Academy, Fedocci ha analizzato con loro la stesura di articoli quotidiani di un cronista corrispondente, sottolineando le differenze fondamentali che intercorrono tra la stesura di un articolo per supporto cartaceo o online e quello ideato per tg o servizi televisivi. Cambiamenti di scrittura, di stile, di voce: sono questi gli accorgimenti del giornalista Mediaset che, insieme a tantissimi aneddoti personali, ridefinisce il ruolo del giornalista oggi. E se la retorica della crisi nell’ambiente giornalistico sembra aver invaso gli animi anche dei giovani più temerari, Enrico Fedocci li invita a chiamare la verità con il proprio nome: “Non ce la fa solo chi molla. Entrare in un giornale e imparare a scrivere vuol dire innanzitutto studiare: non esiste giornalista senza cultura”.

Ma se è vero che l’universo culturale costruisce le fondamenta del modus operandi di un bravo giornalista, anche le delusioni per un articolo non pubblicato o quei particolari in più che il collega ha scovato prima di te non sono meno rilevanti: tutto ciò non può far altro che contribuire a formare il tempo delle esperienze, spianando la strada alla vera professionalità.

Nel clima quasi intimo dell’Academy, Fedocci si è lasciato andare ai retroscena psicologici che perseguono un giornalista che ha a che fare con casi di indagine molto importanti: dall’attentato di Nizza avvenuto nel luglio 2016, in cui fu primo corrispondente per le reti Mediaset al caso di Yara. “I giornalisti sono come dottori, dobbiamo essere capaci di somministrare le informazioni. Non bisogna trasmettere troppo dolore, né invadere la dignità di chi è avvolto nel dolore. Raccontare una vicenda non vuol dire trarre le conclusioni per il lettore o chi stiamo informando, scrivere bisogna imparare a farlo in maniera distaccata”.

Fare questo mestiere, bene, tenendo conto del senso dell’umanità, si traduce spesso in grandi sacrifici personali e professionali. Gettare la telecamera su particolari privati di una vita immersa nel dolore non è giornalismo: rinunciare all’audience per il rispetto della dignità degli altri, questo è uno dei segreti del giornalismo di professione.

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