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La svolta del distretto della gomma: niente subappalti e severi controlli fotogallery video

Sostenere la competitività del distretto delle guarnizioni del Sebino, tutelare la manodopera lungo tutta la filiera produttiva e promuovere una migliore sostenibilità ambientale del comparto: è quanto prevede il protocollo firmato tra Confindustria Bergamo e i sindacati Cgil, Cisl e Uil

Sostenere la competitività del distretto delle guarnizioni del Sebino, tutelare la manodopera lungo tutta la filiera produttiva e promuovere una migliore sostenibilità ambientale del comparto: sono gli obiettivi del “Protocollo Territoriale Distretto delle Guarnizioni” firmato da Confindustria Bergamo, su mandato dell’Associazione Produttori di Guarnizioni del Sebino, e i sindacati Cgil, Cisl e Uil Bergamo.

“Tutela, rischio, disagio, rispetto, salute, sicurezza e ambiente. Sette parole fondamentali – ha spiegato Agostino Piccinali, vice-presidente di Confindustria Bergamo- che sintetizzano lo scopo di questo protocollo: adottare formule e criteri procedurali finalizzati a tutelare sia i lavoratori sia le imprese del distretto delle guarnizioni, riducendo il rischio che possano generarsi situazioni di irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro, a danno sia delle fasce sociali più disagiate sia delle imprese rispettose dei vincoli di legge e di contratto, con l’obiettivo condiviso di tutelare anche la salute e sicurezza dei lavoratori e l’ambiente”.

Tutte le 38 aziende dell’associazione, di fatto, hanno già condiviso il protocollo. Il protocollo mira a tutelare i lavoratori a domicilio (qualche centinaio le persone interessate), con l’incarico di effettuare particolari lavori, appaltati dall’impresa committente evitando il rischio che nella filiera si inseriscano soggetti terzi o “caporali”, come nel caso messo in evidenza qualche mese fa da un inchiesta televisiva di “Piazza Pulita” .

Paolo Rota, presidente del settore della gomma e della plastica di Confindustria Bergamo ha sottolineato le tappe. “Abbiamo collaborato con le associazioni sindacali partendo da un lavoro che Confindustria fece nel 2014 rispetto alla tutela di tutti i contratto d’appalto. Partendo da quel lavoro si è sviluppato un protocollo ancora più specifico che riguarda gli appalti tra le aziende della gomma e quelle che forniscono lavoro. Il protocollo condiziona i contratti tra privati ”.

Diversi punti cardine del protocollo: “Si è introdotto il divieto di subappalto per quanto riguarda le aziende appaltatrici. Quindi un’azienda che fa un contratto con una cooperativa impedisce che la cooperativa possa a sua volta subappaltare. Il committente, inoltre, si impegna a effettuare accessi periodici a campione presso il domicilio dei lavoratori, può visionare tutta la documentazione di trasporto, tutte le lettere di incarico e anche il versamento dei compensi”.

Il protocollo, inoltre, prevede, che il committente otterrà la delega della regolarità contributiva senza che l’appaltante possa opporsi, con il diritto di verificare, quando ritiene opportuno, l’adempimento dell’accordo rispetto sia alla documentazione fiscale che di trasporto. “Sempre il committente – continua Rota – si impegna al recupero integrale del materiale che viene assegnato. Tutti gli scarti e gli sfridi vengono recuperati”. Qualunque inadempimento porterà al diritto di recesso del contratto da parte dell’azienda.

“Abbiamo attivato un periodo di sperimentazione con alcune aziende aderenti all’associazione di produttori per tarare tutta la contrattualistica che è necessaria per dare vita all’accordo -ha specificato Arcangeli Pietro Paolo del consiglio direttivo guarnizioni del Sebino – perché il contratto di appalto interessa due soggetti e vincola fortemente gli uni e gli altri”.

“In alcuni casi i contratti di appalto sono già stati siglati. È un percorso culturale è procedurale molto complesso che coinvolge tre soggetti: l’azienda committente, chi riceve il lavoro e il lavoratore a domicilio. Stiamo tarando gli interventi su una filiera cortissima”. A febbraio si chiude la fase sperimentale e aderiranno altre aziende che hanno già condiviso il protocollo.

“Ci stiamo attivando per una certificazione di questo appalto perché la filiera va certificata. Essendo all’interno di un sistema di qualità molto rigoroso abbiamo bisogno di un ente terzo che certifica tutti i passaggi. Verificheremo che la base del contratto d’appalto che abbiamo stipulato, conforme all’accordo, sia utilizzato nella quotidianità dei rapporti commerciali”.

Subito dopo il periodo di sperimentazione del protocollo che sta interessando cinque aziende del distretto, le più rappresentative in termini numerici, ci sarà l’impegno a illustrare preventivamente alle Rsu e alle organizzazioni sindacali il contenuto sostanziale di questi contratti d’appalto che saranno stipulati e sarà arrivato un comitato paritetico per monitorare tutta l’iniziativa. Verranno pubblicizzate, con un sistema trasparente di accredito, tutte le aziende che aderiranno all’iniziativa.

“Un accordo importante – ha sottolineato Gianni Peracchi, segretario generale Cgil Bergamo – in un settore trainante dell’economia bergamasca. Segna un salto di qualità nelle relazioni sindacali e definisce un modello d’insieme e di governo di una intera filiera della produzione. Che le parti sociali e quelle datoriali investano nella qualità e nella sicurezza del lavoro per conseguire qualità del prodotto non è per nulla scontato. Ed è uno dei modi migliori per mantenere le aziende competitive in ambito globale. Ovviamente il protocollo andrà monitorato attentamente anche nella sua fase di applicazione”.

Secondo Francesco Corna, segretario generale Cisl, “Abbiamo affrontato una problematica che poteva avere ripercussioni negative sui lavoratori e sull’ambiente e abbiamo costruito una risposta condivisa che porterà reali benefici per tutti. Questo è il lavoro del sindacato e delle associazioni datoriali: rappresentare esigenze reali e costruire risposte concrete. Nel futuro dovremo monitorare l’applicazione del protocollo, che potrebbe essere il modello per altri accordi generali finalizzati a sostenere maggiormente la formazione e la partecipazione dei lavoratori all’interno delle aziende”.

“Questo protocollo – ha detto Angelo Nozza, segretario generale Uil – è molto importante, restituisce la giusta credibilità ad un settore che, a causa di situazioni imprevedibili, è stato trascinato in polemiche che, da oggi, vengono cancellate. Bergamo, come sempre, ha risposto facendo squadra, questa è la grande forza del nostro Territorio. Il risultato acquisito è, senza ombra di dubbio, molto positivo soprattutto in prospettiva futura”.

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