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Bergamasco il capo ultrà coinvolto in traffico di droga abbracciato da Salvini foto

Nelle foto il ministro dell'Interno salutato calorosamente da Luca Lucci, residente a Scanzorosciate, pluripregiudicato

Ampi sorrisi e strette di mano. Matteo Salvini domenica pomeriggio è stato in visita all’Arena Civica, dove 5mila tifosi stavano festeggiavano i 50 anni della Curva Sud Milano.

“Ero solo un indagati tra altri indagati” ha risposto con un mezzo sorriso il vicepremier a chi gli ricordava la presenza di molti pregiudicati tra gli ultrà milanisti, non ultimi i suoi capi. Come Luca Lucci, 37 anni, residente a Scanzorosciate, dove nel giugno scorso è stato raggiunto dalle forze dell’ordine per conto della Questura di Milano per essere tratto in arresto per traffico di droga assieme ad altre 21 persone.

Lucci, che nella foto saluta calorosamente il leader leghista, era stato coinvolto nella maxi operazione di giugno perché ripreso mentre trattava un grosso carico di droga all’esterno del Clan di Sesto San Giovanni, locale-ritrovo degli ultras rossoneri (leggi). Coinvolte bande albanesi e calabresi, con oltre 600 chili di stupefacenti che arrivavano da Balcani, Spagna e Sud America.

L’ultra milanista ha poi patteggiato a un anno e mezzo di reclusione, ed è da poco tornato in libertà.

Lucci era anche già noto ai giudici poiché condannato per un’aggressione di gruppo a un tifoso interista avvenuta nel corso del derby Milan-Inter del febbraio 2009: la persona aggredita, Virgilio Motta, aveva perso un occhio per il pugno che aveva ricevuto al volto (come scrive il Corriere della Sera qui). Tre anni dopo, nel maggio del 2012, si era impiccato nella sua abitazione.

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