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Girato nel villaggio operaio di Crespi l’ultimo video di Tredici Pietro

Pubblicato su YouTube lo scorso 6 dicembre "Rick e Morty", il video del rapper bolognese che ha scelto il paese bergamasco per il suo terzo lavoro

“Bella pe’r fijo de Gianni Morandi”. Era il 5 luglio 2016 quando, durante un’intervista a Noisey, la Dark Polo Gang, gruppo trap italiano, ha ringraziato Tredici Pietro, ventunenne rapper bolognese, dopo che quest’ultimo li aveva citati tra i suoi rapper preferiti in uno degli ormai noti video postati dal padre.

Tredici Pietro a Crespi

Due anni dopo, Tredici Pietro fa il suo esordio sulla scena rap con “Pizza e fichi” (prodotto da Mr. Monkey): un debutto in sordina, direttamente con un video su YouTube, con tanto di scimmia e colori fluorescenti che caratterizzeranno anche i suoi video successivi. Un percorso che segue il momento, dove la musica si ascolta più su internet che alla radio, tanto che Tredici Pietro pubblica direttamente le sue canzoni sul proprio canale YouTube, accompagnate da un video. “L’ultimo arrivato, ma anche l’ultimo ad andarsene”, con un testo pieno di auto-celebrazione, “cannette” e insulti ai carabinieri.

“Sono più tranquillo da quando ho capito che è meglio parlare e poi lasciare che mi spieghi”. Torna a settembre 2018 con “Piccolo Pietro”, un brano più maturo, in cui protagonista è la crescita artistica, la “gavetta” necessaria per farsi un nome nell’ambiente. Pietro Tredici non parla di strada, di violenza: racconta quello che conosce, che vive, i problemi che affronta ogni giorno, anche in quella vasca di piranha che sono i commenti su YouTube. “Ti farò cambiare idea come uno jedi”, inizia ad utilizzare le similitudini e le citazioni, elementi tipici dei testi rap.

Similitudini che tornano in “Rick e Morty”, sempre prodotta da Mr. Monkey e pubblicata il 6 dicembre scorso, dove si nota un’evoluzione del rapper nella metrica e una buona sinergia con il produttore. Terzo brano pubblicato in sei mesi, anche questo direttamente su YouTube, con un video girato da Marco Bonalumi e Matteo Gianino anche a Crespi d’Adda, frazione di Capriate San Gervasio.

Da Bologna, una delle culle dell’ hip hop italiano, che ha visto nascere i Sangue Misto (storico gruppo composto da Deda, Neffa e DJ Gruff), ma anche Joe Cassano, Inoki, fino a DrefGold (astro nascente della trap italiana), Tredici Pietro si sposta a Crespi d’Adda per girare un video ambientato paradossalmente nel futuro.

Il titolo del brano, infatti, cita la famosa serie d’animazione creata da Dan Harmond e Justin Roiland, dove lo scienziato ubriacone Rick ed il nipote Morty vanno alla scoperta di altri mondi. Un viaggio spaziale, quello di Tredici Pietro, che sottolinea il sodalizio tra rapper e produttore, lo scontro con gli “haters”, il viaggio “spaziale” (“nella tasca tengo un bell’affare ed è reato/faccio un giro sopra l’astronave”), ma con la consapevolezza di rimanere se stesso, senza “scimiottare” qualcun altro (“Gucci, Prada e Fendi non parlare già lo fanno loro/non mangiare dal piatto loro”).

Dopo i primi secondi di neon e luci fluorescenti (utilizzati dai registi anche negli altri video), uno scuolabus americano attraversa la strada di fronte all’ingresso principale dell’ex opificio, proprietà di Cristoforo Benigno Crespi che nel 1878 fonda il villaggio operaio di Crespi d’Adda. Si riconosce subito la ciminiera, alta 67 metri, e la cancellata rossa dell’ingresso principale della fabbrica, attorno alla quale viene costruito un villaggio operaio in cui vivono i dipendenti con le loro famiglie. Uno dei villaggi operai meglio conservati in Italia, diventato patrimonio dell’umanità Unesco nel 1995, la cui fabbrica, chiusa definitivamente nel 2003, venne acquistata dieci anni dopo dal Gruppo Percassi che ne fece la sede della holding Odissea.

Lo School Bus si sposta poi lungo il viale di cipressi, alla fine del quale si staglia, maestoso, il mausoleo Crespi. Una location nota ai bergamaschi ed ai numerosi visitatori, testimonianza di un passato ormai svanito, un patrimonio dell’umanità che da luogo storico diventa, in un videoclip, un’ambientazione extraterrestre. Un’operazione, però, non dissacrante, che riesce a dare nuova luce a Crespi d’Adda, riletta in una chiave completamente nuova. Un’interpretazione particolare del luogo che non ne banalizza però il valore storico: come si legge in alcuni commenti al video, “bella pe’ Crespi d’Adda”.

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