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Classifica del sole 24 ore

Qualità della vita, Bergamo migliora: 16esima, al top per nuove cittadinanze e smart city

La provincia fa segnare il miglior risultato nel tasso di disoccupazione giovanile che con il suo 10,1% è la terza performance italiana dopo Bolzano e Venezia: male (85esimo posto) per incidenza dei laureati.

Vince Milano, per la prima volta, ma sono le province lombarde in generale a puntare verso l’alto: l’indagine 2018 sulla qualità della vita in Italia, condotta dal Sole 24 Ore, premia senza mezzi termini il Nord e in particolare la Lombardia.

Il capoluogo riesce a scalzare dalla prima posizione le solite note Bolzano, Aosta, Belluno, Trenta e Trieste, guadagnando ben sette posizioni rispetto alla passata edizione.

Un bel balzo in avanti lo compie anche Bergamo che dal 28esimo posto del 2017 si issa fino al 16esimo grazie a ottime performance nelle graduatorie settoriali riferite a “Demografia e Società” e “Affari e Lavoro”.

L’indagine del Sole 24 Ore si basa su 42 indicatori, suddivisi in sei macro-aree tematiche: in “Ricchezza e Consumi” la provincia di Bergamo si piazza al 35esimo posto, comunque in crescita rispetto all’ultima indagine: non compare mai, però, nella top ten dei sette indicatori che la compongono che analizzano depositi, pil, canoni medi di locazione, consumi, protesti, prezzo medio di vendita delle case e spese per viaggi e turismo.

Va decisamente meglio nella categoria “Affari e lavoro”, dove Bergamo è 13esima sulle 107 province italiane: il miglior risultato arriva dall’indicatore relativo al tasso di disoccupazione giovanile, fermo al 10,1% e peggiore solo di quelli di Bolzano e Venezia. È anche il punto più alto di tutta l’analisi per la provincia di Bergamo. 

In discesa la performance dell’area “Ambiente e servizi”, con un 22esimo posto: a tenere in alto il risultato della provincia, però, è il quinto posto del capoluogo nell’Icityrate, l’indice della smart city elaborato dal Forum Pa. Meglio di Bergamo città fanno solo Milano, Firenze, Bologna e Trento.

“Demografia e società” è la macro-area migliore per la provincia che si piazza al terzo posto in Italia dopo Bolzano e Vicenza e in quattro indicatori su sette risulta tra le prime 10.

Si parte con una nota dolente: Bergamo è all’85esimo posto per laureati per provincia di residenza. La provincia si rifà con il 12esimo posto per tasso di natalità, col nono per indice di vecchiaia (rapporto tra over 65 e 0-14 anni), il settimo per tasso di mortalità, il sesto per tasso di fecondità (1,4 figli per donna) e il quarto per nuove acquisizioni di cittadinanza italiana da parte dei residenti stranieri. 

Nell’area “Giustizia e sicurezza” Bergamo è 32esima: unico dato rilevante è il nono posto nell’indice di litigiosità, basato sul numero di cause iscritte ogni 100mila abitanti nel contenzioso civile. Bergamo ne ha 1.666,6 mentre la peggiore, Roma, oltre quattromila.

Peggio performance complessiva è quella nella categoria “Cultura e tempo libero”: 50esimo posto.

 

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