Progetto Tremaglia: "Una Bergamo a misura di bambino" - BergamoNews
L'intervista

Progetto Tremaglia: “Una Bergamo a misura di bambino”

Città del gioco, città sicura, città dell'inclusione, città dell'ascolto: quattro iniziative per rendere reale la "Bergamo che vorrei"

“Che città vorresti per il futuro? E, ancora, come vorresti che fosse Bergamo?”

È da queste domande che Andrea Tremaglia, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha ideato un pacchetto di iniziative per dare vita alla città che ha sempre sognato, che altro non è che la Bergamo della scorsa generazione: una città a misura di bambino.

Bergamo città dei bambini: è la mia letterina di Santa Lucia, affinché esaudisca il mio desiderio di rendere Bergamo una città a misura di bambino – ha spiegato Tremaglia in occasione del 13 dicembre – Immaginiamo di veder camminare per strada da solo un bambino di sei, sette, otto anni. Come reagiremmo? La risposta che diamo a questa domanda definisce la nostra città e il nostro tempo. Probabilmente ci sembrerebbe anomalo, ci preoccuperemmo, ci domanderemmo perché è solo. Quando era e dovrebbe tornare ad essere la normalità. Se la città venisse ripensata dalla prospettiva del bambino, questa diventa immediatamente più accessibile, dolce, morbida. Perché una città a misura di bambino è una città migliore per tutti.

Città del gioco, città sicura, città dell’inclusione, città dell’ascolto.

Con quattro proposte – “Non sono voli pindarici, ma nascono da ordini del giorno concreti aperti al confronto”, sottolinea Tremaglia – la “Bergamo che vorrei” può essere realizzata, partendo, prima di tutto, dalla riqualificazione delle aree gioco, valutandone lo stato e individuando lo spazio più sicuro dove un bambino possa giocare da solo, e dall’istituzione della “Giornata cittadina del gioco”, dove coinvolgere nel gioco non solo i bambini con le scuole, ma anche gli uffici pubblici e i privati.

La sicurezza, quindi, è un tema centrale del pacchetto di iniziative proposte da Tremaglia: dal controllo delle aree gioco, all’aumento dell’organico negli spazi educativi finanziato dal Comune di Bergamo e ad un’attenta opera di formazione e monitoraggio da parte di tutte le istituzioni competenti, così da prevenire episodi di disagio e violenza e facilitare l’inclusione di studenti disabili.

“Se vogliamo davvero costruire una città a misura di bambino, dobbiamo innanzi tutto dar loro parola.”

È da questo presupposto che Tremaglia propone l’istituzione del “Consiglio dei bambini”, non come “doppione” di quello dei grandi, ma un’occasione di ascolto autentico e diretto del punto di vista dei più giovani.

“Il Consiglio dovrebbe essere formato da un numero relativamente basso di bambini, tra i 20 e i 30, rappresentanti in egual misura di entrambi i sessi e di età compresa tra gli 8 e i 10 anni. I piccoli consiglieri saranno sorteggiati nelle scuole cittadine secondo un criterio il più possibile rappresentativo dei quartieri e dureranno in carica due anni; ogni anno, metà del consiglio dei bambini si rinnoverà per “raggiunti limiti d’età” e subentreranno nuovi bambini. Questi, coordinati da personale specializzato, si dovranno riunire almeno una volta al mese per parlare liberamente di ciò che osservano, considerano e pensano della città che vivono.”

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