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Ambriola, Santa Lucia e la leggenda dell’incidente alla segheria

Puntata speciale di "Bergamo Segreta": in occasione di Santa Lucia siamo andati alla scoperta di uno strano incidente avvenuto in Val Serina poco più di cent’anni fa

La festa di Santa Lucia è una delle più attese dell’anno dai bambini di tutto il Nord Italia: doni, bancarelle, e dolciumi riempiono di gioia la fredda giornata di dicembre, una giornata piena di allegria, ma anche di magia.

Forse proprio quest’ultimo fattore è alla base della nascita di storie e leggende riguardanti Santa Lucia, dalla letterina all’asinello passando per la notte infinita, leggende che riguardano anche alcuni territori della nostra provincia, come nel caso di Ambriola, piccolo abitato della Val Serina interessato poco più di cent’anni fa da uno strano incidente.

La frazione di Costa Serina, durante la Prima Guerra Mondiale conosciuta per il mercato del legname, salì improvvisamente alle cronache nella notte fra il 12 e il 13 dicembre 1917 quando un giovane di turno in una delle segherie del paese venne improvvisamente sorpreso da uno strano rumore che constatava come improvvisamente la sega utilizzata per tagliare i tronchi si fosse fermata.

Meravigliato dell’accaduto, il ragazzo chiamò in aiuto il fratello che dormiva accanto grazie al quale, dopo molti sforzi, riuscì a rimettere in moto lo strumento, tuttavia i due non fecero in tempo a uscire che pochi istanti dopo un rumore li richiamò all’interno della stanza dove trovarono questa volta la sega in fiamme, la stessa sega che nei giorni successivi tornò a funzionare come se nulla fosse accaduto.

Nel corso degli anni gli abitanti di Ambriola non trovarono mai una spiegazione a quanto avvenuto, se si esclude la possibilità che l’antico padrone della segheria, morto alcuni anni prima, avesse voluto far comprendere la propria contrarietà all’apertura della struttura nel giorno di Santa Lucia; spiegazione che senza dubbio spaventò i protagonisti dell’incidente, secondo alcune testimonianze rimasti a lungo terrorizzati dal tragico avvenimento.

Non sappiamo se tutto ciò fosse realmente accaduto, tuttavia anche tracce dell’incidente rimasero visibili nella mente degli abitanti del piccolo borgo che per decenni in occasione della festa della patrona preferirono chiudere le segherie e non utilizzare aghi per cucire e rammendare affinché non si andasse incontro ad altri inconvenienti di questo genere.

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