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Orio, 2018 già da record: “Dato lavoro a 566 fornitori, 45% sono bergamaschi”

Superato il primato storico di passeggeri trasportati stabilito nel 2017: il nuovo anno si aprirà ancora con importanti partite in ballo, prima fra tutte quella relativa alla questione ambientale.

Se il traguardo dei 13 milioni di passeggeri verrà tagliato sarà questione degli ultimi giorni dell'anno: un obiettivo che, anche se fallito, non cambierebbe in ogni caso il giudizio sul 2018 dell'aeroporto di Orio al Serio, saldamente terzo scalo italiano e con un masterplan da 400 milioni di investimenti che si sta pian piano realizzando.

Dal nuovo piazzale Nord, che verrà inaugurato a giorni con conseguente riorganizzazione della zona cargo, a una taxi way per favorire l'arrivo in aerostazione dalla pista, dall'acquisizione di terreni all'ipotesi letti d'arresto che farebbe del Caravaggio il primo aeroporto italiano ad adottarli (ipotesi allo studio da due anni).

Già alle spalle il restyling dell'area check-in, oggi concentrata lungo un'unica parete frontale all'ingresso con 29 banchi e 4 postazioni self drop-off per la consegna dei bagagli dei passeggeri con carta di imbarco elettronica.

“I numeri dimostrano il nostro desiderio e la nostra volontà di restare sul campo da protagonisti - spiega Emilio Bellingardi, direttore generale di Sacbo –: 42 cantieri tra 2018 e 2019, 64 milioni di investimenti divisi equamente sui due anni. Nel 2018 abbiamo dato lavoro a 566 fornitori, il 45% dei quali con sede a Bergamo, il 28% nelle altre provincie lombarde. L'aeroporto rappresenta l'8% del Pil della provincia: è un motore che non si può fermare”.

La lunga volata verso i 13 milioni di passeggeri si può dire iniziata nella mattinata di mercoledì 12 dicembre quando, con i primi voli di giornata, è stato superato il precedente record storico dello scalo (del 2017) di 12.336.137 persone trasportate, 919.339 delle quali volarono nel solo ultimo mese dell'anno.

Un'attività intensa che deve fare i conti con il territorio che la circonda: per questo sul tavolo e in cima alle priorità del presidente di Sacbo Roberto Bruni ci sono sempre il tema ambientale e quello delle alleanze, anche se quest'ultimo non registra novità rilevanti nonostante la grande disponibilità dichiarata da Orio a impegnarsi in trattative al momento lontane perfino dall'essere intavolate.

Lo stallo, in particolare, è su Montichiari: la Catullo, società che gestisce l'aeroporto di Verona, non è disposta a mollare la presa sullo scalo bresciano e per Sacbo diventa impensabile investire ingenti somme su una struttura che non potrebbe gestire.

“Credo di non poter essere smentito quando dico che l'aeroporto sia una delle più importanti aziende bergamasche, se non la più importante – sottolinea Bruni – Un'azienda che, l'ho sempre sostenuto, deve essere sostenibile. Sul piano ambientale abbiamo in atto due procedure fondamentali: il Piano di Sviluppo Aeroportuale, con procedura di VIA, e il Piano di zonizzazione acustica, che però non è in capo a noi. Poi c'è tutta la questione dei nuovi aerei a minor impatto acustico che Ryanair introdurrà dalla prossima primavera: stiamo facendo di tutto per farne basare il più possibile a Bergamo. Anche Wizz Air si è interessata a quegli aeromobili: è una partita che seguiamo con particolare interesse”.

Sarà prorogato, infine, il bando per gli interventi su infissi e impianti di condizionamento, attualmente in corso di esecuzione.

Impossibile non affrontare anche la questione dei voli notturni ma Bruni qui fa chiarezza: “Spesso si confondono quelli schedulati da quelli non programmati che finiscono nella fascia 24-6 a causa di maltempo, scioperi o congestione del traffico aereo europeo. Noi ci sforziamo per limitare i primi, che già oggi non sono un numero elevato”.

Ad incidere sono, in particolare, i vettori courier: “Vanno analizzate le dinamiche che portano i grandi player mondiali basati a Orio a volare di notte – spiega Bellingardi – Chiaro che le compagnie hanno la necessità di arrivare a destinazione in orari convenienti per i loro clienti. È l'organizzazione del network logistico che sta alla base dell'economia mondiale: pensare che possa sparire da Bergamo cozza con le logiche e la vocazione di questo territorio”.

La parola crescita, negli ultimi 15 anni, è stata associata quasi indissolubilmente all'aeroporto di Orio al Serio e la domanda, legittima, è fino a quando si potrà continuare su questo trend: il treno per Orio è lo snodo fondamentale, il nuovo accesso da Est per il traffico su gomma decongestionerà la viabilità in arrivo, la presenza di Alitalia in occasione della chiusura di Linate un bel banco di prova.

“I limiti di sviluppo presenti nel precedente masterplan sono solamente previsioni in base alle quali vengono dimensionati gli investimenti – chiarisce Bruni – Dal punto di vista strettamente economico e commerciale avremmo ancora ampie possibilità di crescita ma è chiaro che ciò che sta intorno all'aeroporto ci impone di trovare, prima o poi, un limite. Ma questa è una decisione che spetta agli azionisti”.

Il direttore Bellingardi chiude con un appello: “Alitalia arriva a Bergamo perchè ha un problema commerciale importante, con i passeggeri di quell'area di Milano che senza un'alternativa potrebbero decidere di ripiegare sull'alta velocità. Quindi Bergamo sarà un esperimento, che stiamo anche provando ad anticipare rispetto ai tempi: mi aspetto che il territorio, che da tempo spinge a parole per questo collegamento aereo, dimostri anche coi fatti di volerlo e di averne bisogno”.

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