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La storia di “Via Matris Domini” scritta da Pilade Frattini

Sabato 15 dicembre alle 17.30 nella Sala Capitolare del Convento di San Francesco, si terrà la presentazione del libro di Pilade Frattini “Via Matris Domini” (Lubrina Editore, 2018), con l’intervento dell’autore.

Museo delle storie di Bergamo, Associazione Amici del Museo – Museo delle storie e Lubrina editore sono lieti di invitarvi sabato 15 dicembre alle 17.30 nella Sala Capitolare del Convento di San Francesco, dove si terrà la presentazione del libro di Pilade Frattini “Via Matris Domini” (Lubrina Editore, 2018), con l’intervento dell’autore.
La presentazione del volume è parte del calendario del Ciclo di incontri “Casa della Storia” a cura dell’Associazione Amici del Museo – Museo delle storie.
L’avvocato Carlo Salvioni, presidente dell’Associazione Amici del Museo – Museo delle storie, dialogherà con l’avvocato Pilade Frattini, autore del libro.

Nel giugno 1940 l’Italia fascista abbandonò la formula di “non belligeranza” e affiancò la Germania in quella che qualcuno si illuse potesse essere una blitzkrieg, una guerra lampo. Nel clima infuocato di quegli anni, che non risparmiò la popolazione civile, e nel radicale cambiamento che la guerra portò nelle famiglie, nella scuola e nei rapporti sociali a tutti i livelli, l’Autore dà voce ai ragazzi della sua generazione, a coloro “che il dramma della guerra l’hanno vissuto personalmente, l’hanno toccato con mano”, svelando, in un rigoroso inquadramento storico, gli stati d’animo e i sentimenti che caratterizzarono la vita di tutti i giorni di quei bambini e delle loro famiglie. Un intreccio di vicende autobiografiche e di eventi storici che esprimono il clima di quel periodo senza mostrarne le atrocità ma permettendo al lettore di avvertire l’aria che si respirava a Bergamo quando ancora i piccoli e i grandi giocavano per strada, come succedeva, appunto, in via Matris Domini.

via matris domini

Dalla prefazione: “A me e alla generazione di ragazzi, nati nell’immediato anteguerra o nei suoi primi anni, toccò di vivere l’intera fanciullezza in un clima infuocato che coinvolse, da un certo momento sino alla fine del conflitto, non solo le forze armate ma anche, direttamente e indirettamente, la popolazione civile, bambini compresi. Come vivemmo alla nostra età quelle drammatiche vicende? Quanto intensamente avvertivamo il radicale cambiamento che la guerra imprimeva nelle famiglie, nella scuola, nei rapporti sociali? E come ci comportammo quando, a causa soprattutto dei bombardamenti sulle città, la popolazione civile cominciò a subirne direttamente sulla propria pelle gli effetti devastanti? Facendo ricorso ai ricordi affastellati della mia infanzia/fanciullezza, quindi muovendosi la mia memoria tra presente e passato, gli interrogativi hanno dato luogo ad altre domande, a confronti, che spesso contribuiscono a rendermi il mondo attuale quasi estraneo o molto più lontano di quanto lo siano gli effettivi anni trascorsi da quel tempo. La pur vasta letteratura storica del periodo non aiuta poi a rispondere in modo convincente ai tanti interrogativi che sorgono soprattutto nell’uomo di oggi, libero da pregiudizi e condizionamenti. Anche se di questa maggiore libertà pare non rendersi conto appieno, viste le reticenze e le connivenze, non del tutto debellate, di tanti pur bravi scrittori e storici.” Pilade Frattini

via matris domini

L’AUTORE

Pilade Frattini (Venezia, 1938), fa l’avvocato, ma ha il pallino della storia.
Nato a Venezia, s’è poi trasferito con la famiglia all’età di quattro anni a Bergamo, dove tuttora vive e lavora. Si sente a tutti gli effetti bergamasco. A Bergamo ha svolto i suoi studi sino alla maturità conseguita al Liceo Classico Statale Paolo Sarpi. Laureatosi con pieni voti assoluti e lode presso l’Università degli Studi di Milano, vi è rimasto per due anni come assistente volontario del prof. Liebman, mostro sacro della procedura civile in Italia, aprendo poi il suo studio professionale a Bergamo.
Ha già sconfinato nel mondo del libro con i due volumi di oltre duemila pagine Il Novecento a Bergamo a cura di Ornella Bramani, scritti con l’amico Renato Ravanelli per Utet editore. Ha quattro figli: Filippo, Federica, Daniela e Giulia.

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Una fotografia dell’autore a passeggio con il padre.

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