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Caccia ai soldi della Lega, perquisizioni da via Mai fino a Clusone

I blitz della finanza su ordine della procura di Genova che indaga per riciclaggio. A Bergamo aperto un fascicolo a carico di ignoti: l'ipotesi è finanziamento illecito

“Il fascicolo è attualmente a carico di ignoti”, ha precisato il procuratore capo Walter Mapelli. Sta di fatto che anche la procura di Bergamo si sta occupando dei conti della Lega: l’ipotesi sulla quale lavorano gli inquirenti è finanziamento illecito.

L’asse Genova-Roma-Bergamo

Il filone principale dell’inchiesta resta quello in mano alla procura di Genova, che da gennaio indaga per riciclaggio. Nel capoluogo ligure è stata infatti condannata la vecchia guardia del Carroccio, tra cui l’ex leader Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito, ed è stata disposta l’ormai famosa confisca dei 49 milioni ‘rateizzabili’.

E allora, che cosa c’entra Bergamo? C’entra, perché alla procura orobica sono stati trasmessi degli atti contenuti nel fascicolo riguardante l’imprenditore Luca Parnasi. La vicenda è quella sul presunto giro di corruzione legato alla costruzione dello stadio di Roma, dalla quale sono emersi sostegni da parte dell’imprenditore all’associazione “Più Voci”: vicina alla Lega, presieduta dall’attuale tesoriere Giulio Centemero e con sede al civico 24 di via Mai, a pochi passi dalla stazione di Bergamo.

I pm hanno aperto un fascicolo con l’ipotesi di illecito finanziamento ai partiti che però, al momento, non vede indagato Centemero. L’attenzione è rivolta a un finanziamento di 250 mila euro finito nelle casse dell’associazione, usata – secondo l’ipotesi degli inquirenti – come schermo per incamerare donazioni senza farle passare dai conti del partito finiti nel radar dei giudici.

Le perquisizioni

Si può quindi facilmente intuire perché, nella mattinata di lunedì 10 dicembre, la procura di Genova ha ordinato alla Guardia di Finanzia di perquisire gli studi dei commercialisti Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, professionisti di fiducia del partito e fondatori dell’associazione “Più Voci”.

Le fiamme gialle hanno fatto tappa anche in provincia. Di sicuro a Boltiere e Clusone, ma anche in altri domicili legati alle numerose società che orbitano attorno all’inchiesta. I finanzieri, con ogni probabilità, hanno acquisito materiale che possa aiutarli nel prosieguo dell’indagine sul riciclaggio.

L’inchiesta de L’Espresso

L’intera vicenda giudiziaria è nata dal lavoro giornalistico de L’Espresso, che per primo aveva acceso i riflettori su Bergamo, definita senza troppi giri di parole “il nuovo centro finanziario della Lega di Salvini”. “Il posto più sicuro per ridare fiato agli affari, quelli dichiarati e quelli più segreti”.

Dall’associazione “Più Voci” – sempre secondo L’Espresso – si dipanerebbe un fitto reticolo di società che portano in Lussemburgo. L’attenzione degli investigatori genovesi, oltre che sulla sede di via Mai, si starebbe infatti concentrando su un altro manager bergamasco, Angelo Lazzari: 50 anni, di Sarnico, di stanza proprio al Granducato.

Salvini: “Non c’è nulla da trovare e da cercare”

“Ognuno faccia il suo lavoro. Non c’è nulla da trovare né da cercare – ha risposto il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, ai giornalisti che gli hanno chiesto conto dell’indagine per finanziamento illecito ai partiti avviata dalla Procura di Bergamo -. Spero facciano in fretta”.

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