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Bambini esclusi dalla mensa a Cenate Sotto: arriva la diffida legale della Cgil

Il caso era esploso a fine ottobre: coinvolte 12 famiglie, tutte italiane, alle quali era stato negato il servizio perchè residenti al di fuori dei confini comunali.

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Bambini esclusi dalla mensa e da altri servizi comunali quali trasporto, servizio extrascolastico ed entrata anticipata della scuola primaria, perchè non residenti a Cenate Sotto: il caso, esploso a fine ottobre, riguarda 12 famiglie, tutte italiane, che ora trovano anche il forte sostegno della Cgil di Bergamo.

Il sindacato di via Garibaldi martedì mattina ha inviato al Comune una diffida legale, firmata anche dal segretario generale della Flc-Cgil lombarda Tobia Sertori, affiancandosi alle azioni già intraprese dalle famiglie stesse e dal tavolo interassociativo “Saltamuri”.

“Quando si iniziano a negare i diritti, poi tutti possono subirne le conseguenze. A volte si viene esclusi per il fatto di essere stranieri, questa volta per il fatto di risiedere oltre i confini comunali – ha commentato Elena Bernardini, segretario generale della FLC-CGIL provinciale – La legge stabilisce che le famiglie possono scegliere di inviare i propri figli anche in una scuola di un Comune diverso da quello di residenza, ad esempio per la più adeguata offerta formativa o per l’esistenza del tempo pieno. Tra l’altro, poi, non tutti i Comuni hanno una scuola. Il tempo mensa è considerato tempo educativo: spetta agli enti locali coordinarsi affinché questo diritto si possa godere. Per questo lo Stato deve stabilire quali sono i diritti irrinunciabili per tutti, indipendente dalle situazioni singole e particolari. Perché i diritti non garantiti per qualcuno possono, alla fine, non essere garantiti nemmeno per tutti gli altri”.

“È un provvedimento amministrativo palesemente illegittimo di disparità di trattamento assolutamente lesivo degli interessi dei minori e delle loro famiglie – ha aggiunto Tobia Sertori – La Giunta del Comune di Cenate Sotto dimentica che le attività come la mensa sono attività didattiche nel percorso dell’Offerta Formativa della scuola e che non è possibile escludere parte degli alunni da questa attività scolastica. Sempre più avvengono episodi e prese di posizione di Amministrazioni Comunali e Regionali che vanno contro la Carta Costituzionale. Ora, anche i diritti dei bambini e delle bambine sono messi in discussione. Nel Comune di Cenate Sotto si arriva non solo a dire ‘prima gli Italiani’ ma addirittura ‘prima le bambine e i bambini del nostro Comune”.

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