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Coro Idica, missione compiuta alla base Onu in Libano

L’avventura del Coro Idica in Libano si è conclusa lunedì 10 dicembre: il complesso di voci bergamasche aveva raggiunto il Libano per partecipare all’undicesima edizione di Beirut Chants 2018, il tradizionale festival musicale che si svolge dall’1 al 23 dicembre nelle varie chiese della città.

I soldati italiani della base Onu in Libano, nella giornata di sabato 8 dicembre, hanno accolto con molto calore il Coro Idica di Clusone accompagnato per l’occasione da monsignor Ivan Santus, segretario del Nunzio Apostolico a Beirut, bergamasco d’origine e fautore del viaggio del Coro clusonese.

Il Coro ha allietato la messa celebrata da monsignor Santus e dal cappellano militare Don Claudio Mancusi.

Durante la sua omelia, monsignor Santus ha parlato di unione e dell’importante valore della famiglia: coristi e soldati, visibilmente commossi, hanno ascoltato attentamente l’omelia.

“Al termine della cerimonia – racconta Simona Visinoni, Presidente del Coro Idica – il generale Diodato Abagnara ha ringraziato il Coro per aver portato alla base, dove convivono persone di 12 nazionalità diverse, aria di casa e calore di una famiglia. Successivamente, il generale ha consegnato al Coro il simbolo della sua missione in Libano. Dalle mani dei coristi, invece, il generale ha ricevuto la targa della Regione Lombardia, il cd libro insieme al gagliardetto del Coro Idica e una serie di libri di Clusone con un messaggio speciale di ringraziamento per aver ospitato i suoi cittadini da parte del sindaco del paese seriano, Paolo Olini. Il Coro ha avuto anche l’onore di inaugurare il presepio presente alla base Onu”.

In un momento conviviale i soldati hanno preparato piatti della cucina italiana per tutto il gruppo.

Coro Idica di Clusone a Beirut

Nel corso del resto della giornata non sono mancate altre emozioni: “I coristi – prosegue Simona Visinoni -, scortati dai soldati, sono stati accompagnati al teatro della città di Tiro dove si sono esibiti prima in canti natalizi e, poi, insieme a ragazzi libanesi che hanno seguito tre canti in italiano: L’Italiano, Volare e O Sole mio. Il concerto è stato organizzato per festeggiare il Natale insieme alle famiglie per i bambini orfani di guerra. In Libano però, contrariamente a quanto si pensa, c’è pace e ben 18 religioni diverse convivono in pace e fratellanza”.

I soldati italiani sono ben voluti in Libano: appena arrivati hanno costruito un ospedale che riporta il nome “Ospedale Italiano Libanese”, un ospedale per tutti dove non ci sono differenze di religione. Questo ha fatto sì che, fin da subito, gli italiani si sono contraddistinti riuscendo a farsi accettare e amare.

Coro Idica di Clusone a Beirut

“È stata una giornata di pace e armonia – afferma il Presidente del Coro Idica -. Anche la moglie del Primo Ministro, Randa Assi Berri, si è complimentata con il Coro dicendo di essere stata molto felice per questa opportunità di incontro con la speranza che in futuro possano esserci altre occasioni”.

Questa giornata rimarrà a lungo nei cuori di tutti i coristi che potranno aggiungere un’altra perla al proprio scrigno di gioielli preziosi.

L’avventura del Coro Idica in Libano si è conclusa lunedì 10 dicembre: il complesso di voci bergamasche aveva raggiunto il Libano per partecipare all’undicesima edizione di Beirut Chants 2018, il tradizionale festival musicale che si svolge dall’1 al 23 dicembre nelle varie chiese della città.

La Presidente del Festival afferma che questo evento è nato con l’intento di voler far vivere e riempire le chiese, non solo per la preghiera, ma anche per momenti di condivisione, meditazione, ascolto e aggregazione attraverso ogni genere di musica.

Coro Idica di Clusone a Beirut

Il festival vede impegnati 900 artisti professionisti e non, musicisti, cantanti, gruppi, solisti e quartetti.

Il Coro Idica è nato il 24 dicembre, la vigilia di Natale e la data in cui Saint Charbel – il santo più adorato del paese – è mancato nel 1898. È stato proprio nel santuario di Saint Charbel che il Coro ha cantato la messa del mattino proseguendo poi con la visita all’Eremo e con il concerto finale nella gremita chiesa di Sant’Elia.

Tra il numeroso pubblico erano presenti il Nunzio Apostolico Joseph Spiteri accompagnato dal suo segretario Ivan Santus, orgoglioso nel sentir cantare un coro italiano, e Simona De Martino, rappresentate dell’Ambasciata Italiana in Libano.

È spiccata anche la presenza nel pubblico di due sorelle di Milano con casa a Vilminore: le due donne erano in Libano per una visita parentale e, avendo saputo del concerto dai parenti in Val di Scalve, non hanno voluto mancare per l’occasione.

Coro Idica di Clusone a Beirut

“Emozioni a non finire – conclude Visinoni -: la presidente del Festival, Micheline Abi Samra, ha dichiarato pubblicamente che le piacerebbe averci come ospiti ogni anno.

È nata anche una grande amicizia con padre Jhonny che ha accompagnato instancabilmente il coro in ogni suo passo: una persona che resterà nel cuore di tutti noi per il grande affetto e ‘l’allegria’ (titolo di una canzone del Coro cantata ripetutamente per lui) che ha saputo trasmettere a tutti.

Il Coro Idica si è sentito particolarmente onorato di partecipare a questo festival a Beirut, città con la quale ha avuto subito un legame molto forte per i sentimenti di amicizia nati con i libanesi.

Ed ora, alla fine di questa splendida avventura, il Coro Idica di Clusone che non si ferma mai augura a tutti Buon Natale”.

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