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Atalanta, habemus bomber: con questo Zapata si può vincere anche senza Ilicic

Super Duvan dà più forza all'attacco nerazzurro che aspetta il rientro dello sloveno. A Udine è festa bergamasca dopo nove anni

Finalmente habemus bomber.

Il Panterone si porta a casa il pallone, segna tre reti e trascina l’Atalanta alla sesta vittoria stagionale. Da nove anni (18 ottobre 2009, altro 3-1 con gol di Tiribocchi, Valdes e De Ascentis) i nerazzurri non conquistavano i tre punti alla Dacia Arena. E ci pensa Duvan Zapata, che non esulta perché a Udine in due anni (dal 2015 al 2017) ha segnato 8 e 10 gol e lasciato molti amici. Ma questo è lo Zapata che aspettavamo dall’inizio del campionato, il giocatore che fa gol a un’altra sua ex, il Napoli, che con la sua rete a Bologna e quelle di Udine ti porta a casa sei punti e gli ultimi due successi atalantini nelle trasferte. Un bomber che, secondo Gasperini, “con questi tre gol lancia un grandissimo segnale: è in una condizione ottimale e con uno Zapata così il nostro potenziale offensivo aumenta molto”.

Sorride, Gasp e ha le sue buone ragioni. Vincere a Udine segnando tre gol, senza Ilicic che con il suo rientro aveva dato il la alle quattro vittorie consecutive, è un bel colpo. E se vogliamo, c’è da mordersi le mani ripensando all’occasione persa di Empoli, a quella sostituzione… Se Zapata non fosse uscito nel secondo tempo, chissà se l’Atalanta si sarebbe fatta rimontare. E a quota 24 sarebbe ora sola al sesto posto, appena dietro alla Lazio che arriverà a Bergamo lunedì prossimo, nel posticipo della 16a giornata.

Pazienza, con i se non si fanno punti, guardiamo avanti e apprezziamo invece le mosse dell’allenatore. Perché il cambio Rigoni-Barrow non sarà stato decisivo sul tabellino dei marcatori, ma ha dato più benzina all’attacco, ha mandato in confusione la difesa friulana, è stato più pericoloso nell’area bianconera dove Rigoni invece aveva raramente messo piede nel primo tempo. È stato quasi comico il secondo gol di Zapata, nato da uno svarione di Barrow che è diventato un assist per il colombiano, poi ancora Barrow ha sbagliato un gol clamoroso, però era sempre lì vicino a Zapata e anche questa pressione ha mandato in tilt la strenua difesa di Nicola.

L’Udinese ha dimostrato i suoi limiti e ha fatto quello che poteva, tenendo testa e recuperando sull’Atalanta nel primo tempo, quando i nerazzurri erano stati bravi a invertire la tendenza del gol subito all’inizio di partita. Ma poi al 12′ era arrivato l’1-1, a conferma che qualche problema in questo momento dietro c’è. Non si è ancora rivisto il miglior Masiello e comunque tutta la difesa si è fatta cogliere impreparata sulla discesa di D’Alessandro, come già era successo col Napoli e anche con l’Empoli.

Gasperini l’ha spiegata come “distrazioni che si pagano, ci era capitato anche a Empoli, ci succede quando la difesa deve coprire molto campo e tutto sommato siamo riusciti a evitare altre situazioni simili, visto che l’Udinese in contropiede sa far male”.

Nei più e meno di giornata un po’ sull’altalena gli esterni, sempre chiamati a un gran lavoro, con Hateboer cresciuto nel secondo tempo e autore dell’assist per il 3-1 di Zapata, mentre Gosens ha avuto qualche problema e nell’ultimo quarto d’ora ha lasciato il posto a Castagne. Bene in difesa Palomino e il solito Toloi che rientrava ed è anche un gran trascinatore come a centrocampo de Roon, che con Freuler forma una coppia di ferro.

Certo uno Zapata così toglie pressione anche a capitan Gomez, che non ha un feeling col gol come due anni fa e però non può essere rimpiazzato da Rigoni (apparso ancora evanescente) a fare gioco in attacco, considerato che Ilicic rientrerà alla prossima e quindi tornerà col Papu e con Zapata. Mentre Barrow sembra utile soprattutto se inserito nell’ultima mezz’ora, per cambiare marcia o trovare qualche spunto imprevedibile.

Comunque, grande Duvan: in cinque anni in serie A non aveva mai segnato una tripletta, al massimo due gol (due volte) col Napoli nel 2014. Ed è la seconda tripletta nerazzurra di quest’anno, dopo quella di Ilicic a Verona col Chievo: non per caso l’Atalanta ha il terzo attacco del campionato con 29 reti, dopo le 32 di Juventus e Napoli. E una volta sola in 15 partite è finita 0-0, col Torino: a Bergamo non ci si annoia mai.

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