Scuola

Al Pesenti, un bambino di plastica nel presepe “multietnico” e di denuncia fotogallery

È un presepio “diverso” quello che ogni anno si realizza nell'istituto Cesare Pesenti di Bergamo

È un presepio “diverso” quello che ogni anno si realizza nell’istituto Cesare Pesenti di Bergamo. Quest’anno il tema è l’ambiente.

Vedere il bambinello Gesù rigido, triste e divenuto plastica è cosa dura, è un pugno in faccia, è un urlo all’umanità indifferente, è una denuncia sociale che grida: “Non distruggiamo più il nostro pianeta!”

Abbiamo demolito tutto, sporcato il mare, il cielo con i suoi voli, inquinato le acque, sterminato intere specie, stiamo distruggendo anche il nostro futuro, la nostra vita. I nostri figli.

Il bambinello di plastica e lattine vuole far riflettere sulla necessità immediata di rettificare la via allo sviluppo che non può più passare attraverso il degrado ambientale. Basta! Abbiamo distrutto anche troppo, stiamo distruggendo anche il nostro Dio.

L’individualismo, l’indifferenza, ci allontanano da lui, nessuno escluso. Non a caso i simboli di quasi tutti i “Credo” fanno corona attorno al Figlio dell’Uomo che giace sul tappeto delle preghiere islamiche e che ci chiede di salvare ciò che di più bello il Padre suo ci ha dato. Possiamo farlo.

Cominciamo subito. Tutte le religioni ascoltino i propri Maestri che ci hanno lasciato esempi e parole d’amore, mai di distruzione.

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