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Porta Sud: “Cuore pulsante di Bergamo, così la trasformiamo in crocevia europeo”

Francisco Mangado e Attilio Gobbi sono due dei quattro architetti incaricati della trasformazione dell’area oggi dismessa: “Una grande responsabilità ma anche un’opportunità incredibile: avrà ricadute su tutta la città e su ogni ambito, da quello urbano a quello sociale”.

Da Porta Sud a porta d’Europa: l’idea di Francisco Mangado su come diventerà la grande area dismessa di 450mila metri quadrati tra la ferrovia e via Gavazzeni non può prescindere dalla sua localizzazione geografica, al centro di una città al centro di una regione al centro dell’Europa, come in una grande matrioska.

Mangado, spagnolo di Pamplona, è “capitano” della squadra di 4 archistar a cui è stato dato l’incarico di trasformare, finalmente, un’area da troppo tempo oggetto di discussione senza che si sia mai riusciti ad arrivare alla quadratura del cerchio.

Fino al novembre 2017, quando Comune, Provincia, Rfi, Ferrovie dello Stato e Sistemi Urbani hanno rinnovato il protocollo di intesa firmato 9 anni prima: un nuovo impegno che poneva al centro del progetto una particolare attenzione all’ambiente e al verde, inteso come vera e propria infrastruttura di collegamento con il resto della città.

Proprio da questa indicazione sono partiti gli architetti Mangado, Attilio Gobbi, Matteo Facchinelli e Camillo Botticini, affiancati dal paesaggista portoghese Joao Nunes: “Ci sarà un grande parco strutturante – conferma Mangado –, in profonda relazione con la città esistente. Non è possibile fare qualcosa di nuovo senza confrontarsi con la storia: stiamo parlando della Bergamo del futuro, non possiamo dimenticarci valori e storia di quella passata”.

La strategia dell’intervento è partita da una solida convinzione: recuperare e valorizzare delle eccellenze che Bergamo ha già ma che spesso si dimentica di avere. Qualità che il team di professionisti ha sottolineato subito, così come la centralità della stazione, intesa come polo intermodale: “Ci sarà un’integrazione tra tutti i sistemi di trasporto che vi convergono – spiega l’architetto Gobbi – Dal veicolo privato al trasporto pubblico, che sia bus, tram o treno”.

L’idea di base è già “quasi” completamente definita: “quasi” perchè una delle specificità del progetto è la condivisione con la cittadinanza, con la quale sono stati previsti tre momenti di confronto, primo dei quali venerdì 7 dicembre (i seguenti saranno giovedì 13 e a gennaio in una data ancora da definire).

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“Raccogliamo così le istanze che vengono dalla città – continua Gobbi – Il compito che ci spetta è quello di tradurre le esigenze specifiche, che vanno da quelle locali e quelle europee. Non possono rimanere piani separati, il segreto è trovare un punto di contatto”.

Il team di archistar ha ben chiara la propria responsabilità: “È un’opportunità incredibile – spiega Mangado – Questa area, così centrale per la città e per l’intera Europa, è uno spazio di lavoro unico nel suo genere: è un intervento che ha ricadute su tutti gli ambiti, urbano, strutturale, organizzativo, economico e sociale. Più della forma, per me è più importante la riflessione sul futuro della città e sul modo di viverla. È una rampa di lancio verso l’Europa. Il dibattito passato su Porta Sud per noi è stato importante: per interventi come questo serve una grande maturità, non si può arrivare subito alla soluzione immediata. Abbiamo tenuto conto delle discussioni passate e ora ci troviamo a lavorare in uno spazio a Bergamo ma non solo per Bergamo, per tutta l’Europa. Abbiamo pensato alle migliaia di persone che transitano e transiteranno da qui, ragionando anche sull’inevitabile arrivo di treni ad alta velocità”.

Numeri di cui parla Cristian Vitali, ad della Vitali Spa di Cisano che si è aggiudicata i lavori: “È un progetto che sta a cuore a tutti gli attori coinvolti. Pensate al traffico di ogni giorno: i 12mila passeggeri di Teb, i 30mila della ferrovia, gli 11mila studenti. Sono flussi importanti. Ci aspettiamo contributi importanti dalla cittadinanza. A marzo arriveremo al masterplan definitivo, che ruoterà attorno alle eccellenze del polo scolastico, di quello sanitario con Humanitas e di tutta l’infrastruttura dei trasporti e che si completerà con raddoppio ferroviario Ponte-Montello e treno per Orio. Dal masterplan avremo poi 10 mesi per l’ultimazione, l’amministrazione ne avrà 6 per recepirlo con gli strumenti urbanistici. Tra due anni da oggi contiamo di iniziare i lavori”.

Bergamo aspetta, e guarda con interesse al cambiamento di quello che sarà, inevitabilmente, il suo nuovo cuore pulsante.