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Le novità sui contratti a tempo determinato dopo il varo del Decreto dignità

Durata, proroghe, contratti stagionali

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La legge n. 96/2018, legge di conversione del Decreto Dignità ha definito la nuova durata massima e le tanto discusse causali per la stipula dei “nuovi” contratti a tempo determinato.

Tali disposizioni seguono un periodo transitorio che necessitava di garantire un’applicazione graduale alle novità introdotte dal Decreto per i contratti a termine. Terminato il periodo transitorio, per tutti i contratti a termine stipulati dal 1° novembre 2018 e per le proroghe o i rinnovi successivi a tale data si applicheranno le norme previste dalla Legge n.96/2018.

Vediamo le principali novità rispetto alla vecchia normativa, il D.Lgs. n. 81/2015.

Per tutti i contratti a tempo determinato è prevista una durata massima di:

12 mesi senza l’obbligo di causale;

Non superiore a 24 mesi con l’obbligo dell’inserimento di almeno una causale tra quelle definite dalla legge e cioè:

1) esigenze temporanee ed oggettive, estranee all’attività ordinaria ovvero per esigenze di sostituzione di altri lavoratori;

2) esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

Pertanto, qualora il contratto a tempo determinato sia stato stipulato o successivamente prorogato con una durata complessiva superiore a 12 mesi, tale termine dovrà essere giustificato da una ragione (causale). Qualora manchi la causale in un contratto a termine di durata sopra i 12 mesi il contratto di trasformerà in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento dei
12 mesi.

Il limite dei 24 mesi, definito come durata massima del contratto a termine, comprende tutti i contratti a termine intervenuti tra il medesimo datore di lavoro e lavoratore, per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, anche se avvenuti in periodi precedenti, poi interrotti.

Come per il superamento dei 12 mesi senza l’inserimento di causale, anche in caso di superamento dei 24 mesi massimi il contratto a termine si trasforma a tempo indeterminato. C’è da porre un’ulteriore attenzione a quali contratti rientrano nel computo dei 24 mesi. Nella sommatoria devono essere ricompresi anche i periodi di contratti di somministrazione intervenuti
tra il lavoratore e il datore di lavoro utilizzatore.

I contratti stagionali restano esclusi dalla disciplina della durata massima e dell’obbligo di causale.

Si ricorda che, in caso di proroga, il numero massimo di proroghe è diminuito rispetto alla normativa previgente, passando da 5 proroghe a 4.

In caso di rinnovo del contratto, a differenza della proroga, è obbligatorio l’inserimento della causale anche se la durata complessiva del contratto non supera i 12 mesi. È previsto inoltre un aumento del contributo addizionale a carico del datore di lavoro pari allo 0,50% per ogni rinnovo del contratto a termine, anche per i contratti in somministrazione.

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