BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il vescovo alla Bgnews Academy: “L’informazione sia onesta, rispettosa e non approssimativa” fotogallery

Ripercorrendo personali esperienze e aneddoti, il vescovo di Bergamo Francesco Beschi crea un dialogo sincero che colpisce gli allievi della Bergamonews Academy 3.

Spesso ci si dimentica che la vita è più importante delle vicende, dei fatti, delle notizie. Ci si dimentica di possedere una coscienza. Ripercorrendo personali esperienze e aneddoti, il vescovo di Bergamo Francesco Beschi crea un dialogo sincero che colpisce gli allievi della Bergamonews Academy 3.

Per la settima lezione, monsignor Beschi riflette su tematiche importanti e fondamentali: l’etica nella comunicazione. E confida le delicate problematiche che subentrano nella vita di un vescovo, quando d’improvviso, nel 2009, nominato a Bergamo, si trova editore di uno storico e molto venduto quotidiano locale, L’Eco di Bergamo, ricoprendo un ruolo a lui poco conosciuto.

È così che, pur restando sempre un passo indietro, senza cercare di influenzare i contenuti del giornale, deve approfondire il mondo della notizia, peraltro mentre tantissimi altri argomenti riempiono la sua giornata: “Il rischio – ammette – è l’approssimazione”. Un rischio che lui tocca con mano nel mondo della comunicazione, troppo spesso pressapochista e scarsamente approfondita. Mentre la  comunicazione quotidiana dovrebbe essere sempre consapevole della responsabilità di “maneggiare” la vita delle persone, con l’obiettivo di non ledere la dignità altrui. Si chiama onestà intellettuale: “Perché se dare una notizia è un diritto, darla in modo intellettualmente onesto è un dovere del giornalista”.

“Di solito un quadro vale più della cornice. Nel mondo della comunicazione succede che le cornici prevalgano sui fatti – continua monsignor Beschi –. Quando si parla di Chiesa per esempio la notizia viene incorniciata sempre allo stesso modo, ugualmente quando si parla di immigrazione o di luoghi apostrofati come covi di delinquenza, quali le stazioni ferroviarie. A costruire le cornici spesso sono gli interessi, che in questo modo edificano nuovi pregiudizi, nuovi luoghi comuni”. Ci vuole coraggio per andare oltre ai luoghi comuni, per privilegiare i fatti invece delle cornici, dei pregiudizi, “il coraggio di andare a guardare le cause di un fenomeno, i perché degli eventi, perché anche se la velocità oggi riscrive il lavoro giornalistico, dobbiamo comunque essere credibili. E per essere credibili bisogna essere onesti”.

Essere onesti si può, se si ha una coscienza. E qui monsignor Beschi evidenzia il capitolo terzo del Concilio Vaticano II in cui si sottolinea il valore della coscienza che, “benché faccia sempre paura interpellarla, ci porta a decidere per il bene. Perfino il  mafioso, che uccide secondo l’etica mafiosa, può sempre riscoprire dentro di sé la propria coscienza. Se solo riuscissimo ad avere un’etica comune, principi comuni da condividere, anche le nostre azioni sarebbero migliori”.

E il momento in cui lui ha preso coscienza del mondo, il vescovo lo racconta con un aneddoto di qualche stagione fa. Correva l’anno 1969 e il giovane Francesco si trovava, la sera del 12 dicembre, ad attendere in festa con gli altri allievi del Seminario di Brescia, l’arrivo Santa Lucia. Nel mezzo dei festeggiamenti “improvvisamente si aprì la porta della stanza ed entrò il nostro superiore – racconta -, che in dialetto bresciano ci apostrofò: ‘Limù, if capì gnent’, che vuol dire sostanzialmente ‘siete gente che non capisce niente’, poi uscì sbattendo la porta. Quella mattina era scoppiata la bomba in piazza Fontana. E non c’era proprio niente da festeggiare, niente da ridere. Quello è stato un momento forte di cambiamento, per me, di assunzione di consapevolezza. Da quel momento maturai e mi interessai al mondo”.

Una lezione decisamente profonda e ricca di stimoli per “fare bene”, che ha lasciato gli allievi dell’Academy con quella spinta in più verso un giornalismo consapevole e onesto.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.