BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Col maestro Rovaris omaggio al giovane Donizetti: la “Creazione” e gli angeli che incantano

Nulla di meglio per celebrare il piccolo Gaetano, che a nove anni, il 20 maggio del 1809, si esibiva al Teatro Sociale di Città alta, nella messa in scena de “La creazione”, guidato dal maestro Giovanni Simone Mayr.

Cosa c’era prima dell’inizio di ogni cosa? Una domanda che l’uomo continua a porsi da sempre. Subiamo l’inevitabile fascino di un’epoca che nessuno ha vissuto. Scienza, religioni e mitologia hanno dato le proprie risposte, ma la nascita della vita è ancora oggi un gran mistero.

Nella serata di giovedì 29 novembre, data che celebra la nascita del grande Gaetano Donizetti, Francesco Micheli, direttore artistico del Donizetti Opera Festival, ha affascinato il pubblico bergamasco e internazionale della Basilica di Santa Maria Maggiore. Un allestimento inedito de “La creazione del mondo”, oratorio nella versione italiana di Giuseppe Carpani, con le musiche del celebre compositore Joseph Haydn, ha riempito l’altare della basilica. Maestosità architettonica del luogo, luci, colori e musica imponente per un effetto “wow!” oltre ogni previsioni.

Nulla di meglio per celebrare il piccolo Gaetano, che a nove anni, il 20 maggio del 1809, si esibiva al Teatro Sociale di Città alta, da poco inaugurato, nella messa in scena de “La creazione”, guidato dal maestro Giovanni Simone Mayr.

Sul palco d’eccezione, Corrado Rovaris ha diretto l’orchestra de I Virtuosi Italiani e il Coro della Radio Ungherese.

Alle 20.30 le luci si sono spente ed è iniziata la magia. È la musica ad avere l’arduo compito di dare inizio ad ogni cosa. Micheli è riuscito a rendere concreta l’immagine di una realtà plasmata da un Dio. Alle prime note, un grande telo sovrastante l’orchestra ha preso vita, muovendosi sinuosamente come gli archi dell’orchestra, cambiando colore al cambiare della musica. Blu, rosa, giallo, arancio, verde: tutto è pronto per la creazione del mondo degli uomini.

la creazione del mondo

La narrazione è affidata agli arcangeli Gabriele, Uriele e Raffaele interpretati per l’occasione dal soprano Angela Nisi, dal tenore Diego Godoy e dal basso Luca Tittoto. Alati per metà, vestiti con completi color pastello, i tre personaggi sembravano delle apparizioni non reali. Belli, eleganti perfetti. Il trio Nisi, Godoy, Tittoti è apparso non come un gruppo di cantanti vestiti da angeli, ma come angeli, scesi tra noi mortali, capaci di in-cantare.

Una volta creato il mondo non resta che dare a questo un popolo. Ecco che i protagonisti in scena diventano Adamo (Luca Tittoto) ed Eva (Angela Nisi). Uomo e donna, due esseri che si completano e che non possono esistere se non l’uno accanto all’altra. Vestiti da sposi, cantano tenendosi per mano. I due si trovano nel giardino dell’Eden, nella perfezione di un mondo non ancora trasformato dalla mano dell’uomo.

La comparsa dell’albero di mele rosse ci ricorda come la storia andrà a finire. Ma c’è stato un tempo in cui l’uomo viveva in un mondo perfetto, un tempo in cui non si desideravo palazzi, auto, lussi e ogni genere di comfort. È una storia che risale ormai a un’era lontana, ecco perché, aldilà di qualsiasi certezza scientifica, continuiamo ad amare il mito della creazione.

(Le foto sono di Gianfranco Rota)

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.