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Shannon Magri, 19enne dell’UniBG in libreria con “Cenere e altre poesie”

Classe ’99, iscritta al secondo anno di Lettere all’Università di Bergamo, ha da poco pubblicato la sua prima opera

I premi letterari vinti durante i vari concorsi di poesia locali e nazionali non le bastavano: Shannon Magri – 19enne residente a Castel Gabbiano ed iscritta al dipartimento di Lettere di UniBG – ha deciso di andare oltre, coronando un suo sogno e pubblicando il suo primo libro.

Si tratta di “Cenere e altre poesie”, una raccolta di componimenti edita da 96 Rue-de-La-Fontaine Edizioni che ha come fil rouge la metamorfosi della visione del mondo del protagonista: egli lascia scorrere la sua rabbia e la sua delusione verso quel cambiamento nonostante – di per sé – la natura non gli sia avversa. Solo dopo l’iniziale esplosione, l’io si placa e inizia a oscillare fra il sentirsi tradito dalla nuova visione e il desiderio di pace, simboleggiato da una figura che spesso appare in vesti di sua interlocutrice. Abbiamo intervistato Shannon.

Come è stata la genesi di “Cenere e altre poesie”?

L’idea di pubblicare un libro nasce dal mio desiderio di rendere note le poesie che scrivo, passando dalla realtà dei concorsi letterari al vasto mondo dell’editoria italiana. Verso la fine di marzo ho deciso di revisionare tutte le poesie che in questi anni ho scritto, rileggendole, correggendole e affinandole in linea con i miei cambiamenti di stile. Alla fine mi sono messa a osservare il lavoro “dall’alto” e ho tentato di creare un fil rouge all’interno delle poesie, componendone di nuove e sopprimendone altre. È stato un lavoro intenso ma verso la fine di maggio sono riuscita a trarre un’antologia chiara e definita dalla trama.

“Cenere e altre poesie” è il titolo originario? E da dove nasce questo titolo?

Quella che oggi è “Cenere e altre poesie” inizialmente è nata come “Faville” in quanto le sezioni dell’opera erano – e sono – legate al tema del fuoco come simbolo dell’impeto dell’io poetico al centro della storia. In seguito ho modificato il titolo in favore di “Hanabi – fiori di fuoco”: Hanabi è una parola giapponese che identifica i fuochi d’artificio e quest’immagine esprimeva ancor meglio l’idea del furore poetico. Alla fine, quasi per assurdo, il titolo definitivo è stato “Cenere e altre poesie”: niente fuoco, niente incendi, bensì ciò che viene dopo l’impeto al quale sono tanto legata. La scelta è stata determinata dalla profonda liaison che nutro con “Cornacchia”, una poesia presente all’interno della sesta sezione della raccolta.

Hai pensato sin da subito alla pubblicazione cartacea o nella tua testa è sorta anche l’ipotesi di pubblicare il tuo libro in versione digitale?

L’idea di pubblicare la mia opera è stata sin da subito al primo posto e, da fervida sostenitrice dei libri cartacei, non ho minimamente pensato di rimanere legata a versioni digitali, a mio parere molto asettiche e fini a loro stesse. Inoltre, avevo anche scartato l’idea dell’autopubblicazione: secondo me, è fondamentale fin dagli esordi stringere contatti con una casa editrice, pur piccola che sia, poiché il rischio che l’autopubblicazione comporta è quello di rimanere nell’ombra, di non essere ufficialmente considerato un autore.

Come sei entrata in contatto con gli editori di “96 rue de-La-Fontaine Edizioni”?

A opera terminata ho iniziato ad inviare il manoscritto a diverse case editrici propense alla pubblicazione di giovani autori esordienti e con una collana dedicata alla poesia. Circa un mese dopo l’invio sono stata contattata da 96 Rue-de-La-Fontaine Edizioni: l’editrice, con cui mi mantengo costantemente in contatto e con la quale ho stretto una stupenda collaborazione, si è mostrata sin da subito interessata alla pubblicazione e, dopo una fitta rete di corrispondenze, il 25 ottobre è stata finalmente pubblicata la mia opera sul sito web della casa editrice. Insomma, il 25 ottobre 2018 sono ufficialmente diventata una scrittrice!

Che emozioni hai provato quando hai avuto tra le mani la prima stampa del tuo libro?

Tenere tra le mani il mio libro, l’opera alla quale ho dedicato anima e corpo, è stata per me una sensazione indescrivibile: semplicemente non ci credevo! Forse ancora adesso non riesco a capacitarmi dell’idea che su IBS una persona qualunque possa decidere di acquistare il mio libro e di leggerlo. La prima volta che ho sfogliato le pagine, scorrendo titoli e versi dei miei componimenti, ho pensato che in quel momento era iniziata la mia vita da scrittrice, che ero entrata nel mondo che amo maggiormente, quello dell’editoria, della poesia, della letteratura.

Che ruolo occupa la scrittura nella tua vita?

La scrittura occupa un ruolo fondamentale nella mia vita. Non mi limito solo alla lirica ma spazio dalla narrazione breve agli articoli giornalistici, con l’ambizione di scrivere un romanzo compiuto: scrivere è un’arte che mi completa, che mi permette di creare mondi infiniti, di capire il mondo in cui abito, di rendere poetica anche una mattina di nebbia. La scrittura è, a parer mio, un modo di vivere, di approcciarsi alla realtà, e lo è anche per l’io lirico di “Cenere e altre poesie”. Egli traduce il suo improvviso straniamento nel mondo – dovuto alla crescita – in poesia: scrive di quando era bambino, ripensa ai profumi e ai sapori che ha conosciuto, si strugge e maledice il mondo, esprime il suo amore verso una donna ignota. La sua vita e la sua metamorfosi sono traslate nella lirica come il suo stesso io, una cornacchia.

“Cenere e altre poesie” è ora in commercio. Hai già in mente qualcosa per una nuova pubblicazione o non ancora?

Ora che “Cenere e altre poesie” ha varcato la soglia dell’editoria mi sto concentrando soprattutto sull’aspetto commerciale del progetto: ho già in agenda degli eventi di firmacopie presso varie librerie per rendere nota l’opera a un pubblico più ampio, senza limitarmi solo al mondo del web. Continuo a scrivere e ho intenzione di pubblicare ancora, spostandomi però verso l’ambito della prosa: è un campo che voglio tastare in particolar modo con la narrazione breve, una sorta di palestra in visione della stesura di un vero e proprio romanzo.

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