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Diga del Gleno, due giorni di eventi per ricordare il tragico crollo di 95 anni fa

L'1 dicembre 1923 la tragedia che sconvolse la Val di Scalve: il programma delle commemorazioni organizzate per venerdì e sabato

Sono ormai passati 95 anni dalla tragica caduta della Diga del Gleno in Val di Scalve ma, per la gente del posto, è come se il drammatico fatto fosse accaduto ieri.

Erano le 7.15 del primo dicembre del 1923 quando, dopo un forte boato, acqua e sassi travolsero case e tutto ciò che trovavano lungo il loro percorso, senza nessuna pietà: la diga era crollata.

Il 22 ottobre dello stesso anno, in seguito alle forti piogge che si erano abbattute, il bacino del Gleno si riempì per la prima volta, ma già tra i mesi di ottobre e novembre si verificarono numerose perdite d’acqua soprattutto sotto le arcate centrali.

Negli ultimi giorni di novembre continuò a piovere e, il primo dicembre, arrivò la vera e propria tragedia che mai potrà essere dimenticata.

In occasione del 95esimo anniversario di questo dramma a Vilminore è in programma, come ogni anno, la commemorazione: dalle 9 alle 12 di venerdì 30 ottobre l’Associazione Radio Amatori Italiani organizza l’attivazione radio dai ruderi della diga svolgendo anche un’esercitazione di radiocomunicazione di emergenza.

Alle 7.30 di sabato 1 dicembre, l’associazione partirà da Pianezza per l’installazione degli apparecchi radio alla Diga del Gleno. Nel pomeriggio di sabato invece, alle 16.30, nella sala consiliare del Palazzo Pretorio di Vilminore, ci sarà un incontro di presentazione del progetto Una comunità di eredità: archivio della Diga Del Gleno.

“Si tratta della tragedia più grande che ha colpito, non solo Vilminore, ma l’intera Val di Scalve – commenta il primo cittadino di Vilminore, Pietro Orrù -. Nonostante siano passati 95 anni, la gente del posto sente molto questa tragedia ed è come se fosse successa ieri. Negli ultimi anni la Diga del Gleno è diventata anche una meta turistica per molte persone: oltre ad ammirare le bellezze naturalistiche di questo posto, però, è necessario avere assoluto rispetto e massima sobrietà di fronte ai ruderi di questa grandissima tragedia”.

In Val di Scalve sono rimasti solo due superstiti, tra cui una signora di 102 anni di Azzone, ma tutti gli abitanti sono distrutti nel pensare a questo dramma.

Inizialmente al Gleno vi era solo un laghetto, solo dopo si decise di costruire una diga per produrre energia elettrica. Nell’estate del 1919 cominciarono gli scavi e, nel corso dell’anno successivo, venne costruita la grande muraglia, della quale oggi restano solamente i ruderi.

La Val di Scalve era in ginocchio di fronte a questo triste evento: vennero distrutti completamente tutti i paesi della vallata, come Bueggio e Dezzo di Azzone. Non solo, la tragedia colpì e distrusse anche alcune zone della Val Camonica in provincia di Brescia, come Gorzone, Corna e Darfo.

A 95 anni da questo triste episodio recandosi alla Diga del Gleno regna tranquillità e si può osservare ciò che resta della grande muraglia, ma la ferita è ancora viva e aperta nel cuore di tutti gli abitanti.

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