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“Bomber” Salvini, 45 minuti di selfie con i sindaci che lo accolgono come una star foto video

Il leader leghista ha capito il modo di farsi voler bene dalla gente e mantenere la leadership. Un fuoriclasse di questa politica che premia la forma più dei contenuti

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“Tranquilli, non vado via prima di una foto con ciascuno di voi”. Detto, fatto. A dispetto della convinzione popolare che i politici non mantengono mai le promesse fatte, Matteo Salvini stavolta è stato fedele alla parola data agli oltre tremila sindaci presenti all’incontro organizzato da Poste Italiane lunedì 26 novembre a Roma.

Al termine del proprio intervento, l’ultimo, sul palco del centro congressi Nuvola, il ministro degli Interni si è fermato per ben 45 minuti (tre quarti d’ora!) a farsi scattare selfie (ma in realtà, ormai abituato, è lui stesso che impugna lo smartphone di turno e clicca il pulsante) con tantissimi dei primi cittadini che hanno preso parte all’evento. C’è chi addirittura arriva a domandargli autografi, che ormai sono passati di moda e quasi non si chiedono più nemmeno ai calciatori.

Gli impegni di Stato e di Governo possono attendere. Il leader del Carroccio sa bene quanto è importante il rapporto con la gente per mantenere la leadership e conosce alla perfezione il modo di farsi voler bene.

Del resto, la sua ascesa degli ultimi anni è dovuta – prima ancora che ai contenuti politici – alla capacità di stare tra le persone e di toccare le corde giuste di ciascuno di loro. La forma, prima dei contenuti, in una società sempre più appassionata di link sensazionalistici sui Social.

Anche al “Nuvola” Salvini è stato accolto come una star, quasi come un salvatore della patria. Molto più del Premier Giuseppe Conte, che era intervenuto un paio d’ore prima. Elegante in abito e cravatta, ma più freddo. Matteo si presenta invece sì in giacca, ma con camicia slacciata, jeans e scarpe da ginnastica. Sembra una divisa, anche questa studiata per apparire più vicino al popolo.

Nel pomeriggio si reca a Montecitorio, dove alla Camera è in fase di votazione il decreto Sicurezza a lui tanto caro. Durante una pausa esce per fumare una sigaretta. Passa di lì una scolaresca in gita a Roma e i bambini urlano il suo nome a gran voce. Giovanissimi, che in teoria dovrebbero idolatrare Cristiano Ronaldo o Higuain. Ma Salvini è un bomber che – anche a suon di slogan – ha saputo infilarsi nella sterile linea difensiva dell’attuale politica italiana e a suo modo andare in gol.

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