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Sindaco scrive alla Scala: “Scena blasfema in Attila, toglietela”

Il primo cittadino di Cenate Sotto Giosuè Berbenni ha contattato la Sovrintendenza del teatro per chiedere la censura di una scena: "Molto spinta, sono credente e ci tengo che ci sia rispetto".

Censurare una scena dell’Attila di Giuseppe Verdi in programma alla Scala il prossimo 7 dicembre: la richiesta, quantomeno originale, è stata avanzata dal sindaco di Cenate Sotto Giosuè Berbenni.

Il caso riguarda la serata di inaugurazione della nuova stagione del teatro milanese che precede la festa dell’Immacolata: e il punto cruciale sta proprio qui perchè il primo cittadino, dottore in giurisprudenza e musicista organista diplomato al Conservatorio, ha chiesto al Sovrintendente di eliminare una “scena blasfema” dalla rappresentazione.

Nella sua interpretazione, il regista Davide Livermore ha ambientato l’Attila di Verdi tra le due guerre mondiali: “C’è una scena molto spinta – sottolinea nella sua lettera il sindaco di Cenate Sotto – dove viene rappresentato un bordello. In questa scena una donna prende la statua della Vergine Maria, madre di Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, e la scaraventa a terra. La scena è raccapricciante. Con la presente chiedo in qualità di credente che questa scena blasfema contro l’Immacolata e contro la cristianità, venga tolta”.

Berbenni, poi, precisa: “Sono credente – spiega – ci tengo che ci sia rispetto: a mio avviso il Teatro alla Scala non merita questa blasfemia, così come non la meritano Giuseppe Verdi e tutta l’Italia. La ritengo una scena fastidiosa e inutile”.

In un video sul canale Youtube ufficiale del Teatro alla Scala il regista Livermore spiega la sua interpretazione dell’opera di Verdi che sarà diretta da Riccardo Chailly: “È la terza opera che metto in scena alla Scala, con un cast meraviglioso. Nella caratterizzazione di Attila e di Ezio bisogna partire da un’analisi profonda della società di Verdi, conoscere quello che faceva anche a livello politico con le sue opere e scoprire che sempre non cavalcava l’onda del consenso facile. Non l’ha mai fatto. Verdi prende questo orrendo personaggio storico e lo usa in modo tale da diventare colui che insegna l’etica al popolo italiano. È una lezione che Verdi impartiva violentemente alla sua società”.

Bergamonews ha cercato di contattare il regista per una replica ma non ha ricevuto risposte.

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