A ponte san pietro

“Bergamo! Prossima stazione: progresso”, focus sul futuro del trasporto pubblico

Fra i temi toccati nel corso dell'incontro la situazione di Trenord e della chiusura del Ponte di San Michele

Secondo gli ultimi dati, benché in costante crescita, in Lombardia il trasporto pubblico locale viene utilizzato da circa il 20 per cento degli utenti, un dato che denota come soltanto una minoranza dei cittadini utilizzi questa modalità di movimento. Considerando questi dati, quanto è ancora importante il trasporto pubblico e quanto è necessario investire?.

Questo e altri quesiti sul tema della viabilità sono stati al centro di “Bergamo! Prossima stazione: progresso”, incontro informativo organizzato dalla lista civica “Tu X Ponte” svoltosi nella serata di venerdì 23 novembre a Ponte San Pietro e che ha visto la partecipazione di diversi esperti e politici, fra i quali l’onorevole del Partito Democratico Elena Carnevali, il consigliere regionale Niccolò Carretta e il consigliere di amministrazione di Teb Elio Moschini, il direttore dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale Bergamo Emilio Grassi e l’ex deputato democratico Paolo Gandolfi.

Diversi i pareri espressi in merito all’importanza del trasporto pubblico, un tema sul quale serve “passaggio culturale”, spiega Gandolfi: “Non dobbiamo pensare che il trasporto pubblico sia una soluzione utile solo ad affrontare le problematiche ambientali, ma, osservando altre regioni europee come la nostra, si può comprendere come questa sia l’unica via per rimanere al passo con uno sviluppo economico. Ciò fa pensare che il trasporto pubblico sia solo un tema sociale, tuttavia bisogna evitare che ciò avvenga altrimenti rischia di esser considerato un argomento residuale” spiega l’urbanista emiliano, a cui si aggiungono le parole di Grassi: “Il trasporto pubblico ha molteplici funzionalità, dal garantire la capillarità nei territori montani al muovere gli studenti in particolare nelle ore di punta. Per questo motivo è necessario continuare ad investire dopo che con la crisi economica sono stati attuati diversi tagli, tagli che quest’anno sono stati evitati grazie ad alcuni sussidi straordinari provenienti dalla Regione e dalla Provincia, ma che dal prossimo giugno potrebbero ripresentarsi”.

Fra le tematiche analizzate anche la situazione di Trenord e del trasporto ferroviario lombardo, una situazione considerata “indecente e vergognosa”, afferma Carretta: “Abbiamo incontrato in commissione il nuovo amministratore delegato che ci ha annunciato come per i prossimi due anni non vi saranno novità, tutto ciò a causa di diversi problemi, dalla mancanza di una governance espressa da Regione che nel corso di questi anni ha sempre nominato i vertici della società, alla cattiva gestione del personale che in questi mesi, in particolare dopo l’incidente di Pioltello, ha portato alla cancellazione di diverse corse a causa della mancanza di macchinisti e ferrovieri – sottolinea il capogruppo di Lombardi Civici Europeisti -. Su una prospettiva di lungo periodo nel corso della seduta del Consiglio Regionale che ha approvato una risoluzione in merito, abbiamo chiesto di mettere a gara il servizio o almeno alcune tratte senza ottenere alcuna approvazione, mentre siamo riusciti a far approvare un nostro emendamento in cui si proponeva l’istituzione di un’authority esterna per il controllo della società. Vista la situazione, non escludiamo che in futuro si possa promuovere un referendum che coinvolga almeno i pendolari affinché si possa chiedere loro se vogliano rinnovare l’affidamento a Trenord, un affidamento che costa ai cittadini lombardia 412 milioni di euro l’anno”.

In conclusione numerosi i punti analizzati fra i quali anche la vicenda del Ponte San Michele che, nonostante la chiusura dello scorso 14 settembre, si protrae da alcuni anni, come osserva Lucia Ruggiero, membro del Comitato Pendolari Bergamaschi: “Eravamo già venuti a conoscenza di una possibile chiusura del ponte già due anni in quanto ci era già stato annunciato durante una riunione di quadrante con Trenord e Rete Ferroviaria Italiana due anni fa. Nei mesi successivi i lavori sono stati progressivamente rinviati sino allo scorso quando ci siamo trovati con la chiusura del ponte e numerosi disagi a causa di un piano viabilistico alternativo”.

In attesa della riapertura del viadotto si prosegue a fare il punto su quali possano esser in futuro le alternative al transito ferroviario lungo il Ponte San Michele, anche se le possibilità rimangono ridotte, come confessa l’onorevole Carnevali: “Non è stato semplice reperire i fondi per questo intervento di manutenzione, per una nuova infrastruttura credo sia ancor più complicato poiché anche nell’incontro fra Stato e Regione non se ne è parlato. Stiamo lavorando affinché il ponte possa esser riaperto almeno per il transito ciclopedonale, per la riapertura totale Rfi sta cercando di ridurre i tempi dell’intervento sino a diciotto mesi”.

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