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Donizetti opera: festa per il Gala inaugurale, nel segno del fascino femminile fotogallery

Sul palco del Teatro Sociale l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta dal maestro Riccardo Frizza, ha eseguito arie e sinfonie tratte dal repertorio rossiniano e donizettiano

La quarta edizione del Donizetti Opera Festival è ufficialmente iniziata. Nella serata di giovedì 22 novembre, in occasione del Gala inaugurale, il Teatro Sociale di Bergamo è stato l’elegante ring per una sfida senza precedenti. Gioachino Rossini, da Pesaro, versus Gaetano Donizetti, da Bergamo. Aldilà della metafora sportiva, è riduttivo circoscrivere i nomi dei due compositori a quello di una sola città o di una sola nazione. A 150 dalla scomparsa di Gioachino e a 170 da quella di Gaetano, entrambi sono patrimonio internazionale con tifosi in tutto il mondo.

Il Gala inaugurale è stato un dialogo tra i due, che, da professionisti quali erano, si sono ascoltati in vita e hanno tratto l’uno dall’altro fonte di ispirazione, senza rinunciare al proprio stile. Chi ha vinto? Ovviamente la musica. Esito prevedibile, ma inevitabile.

Sul palco del Sociale l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta dal maestro Riccardo Frizza, ha eseguito arie e relative sinfonie tratte dal repertorio rossiniano e donizettiano. “Per fare l’Opera ci vogliono grandi interpreti”, dichiarava Frizza in uno degli incontri prefestival. Così è stato.

Ha aperto le danze Daniela Barcellona, mezzosoprano, reduce da una tournée a Chicago con il maestro Riccardo Muti. La Barcellona, per la prima volta a Bergamo, ha conquistato il pubblico con un repertorio che ripercorre i vent’anni della sua carriera: “Tancredi” e “Semiramide” di Rossini e “La Favorite” di Gaetano Donizetti. Una presenza scenica impressionante, quanto la sua preparazione tecnica.

Donizetti Opera Festival al Teatro Sociale

Nel solco di un festival all’insegna del fascino femminile, anche Jessica Pratt, soprano, stella in residenza di questo Donizetti Opera, ha lasciato il segno. La cantante ha vestito i panni della Lucia di Lammermoor, ruolo donizettiano a lei molto caro. Dopo pochi istanti ci aveva già conquistato, ma con la cadenza ci ha rapiti completamente. In quegli istanti orchestra, coro e pubblico sono stati nel più profondo silenzio ad ascoltare l’attimo di virtuosismo. È il caso di dirlo, pendevano tutti dalle labbra della Pratt: voce mozzafiato, capelli raccolti, abito lungo scintillante e quel drappo viola, a sfidare ogni sfortuna. Con un talento del genere la cattiva sorte è sconfitta in partenza.

I tenori Xabier Anduaga e Levy Sekgapane non sono stati da meno. I quali hanno proposto rispettivamente arie Gaetano Donizetti – Rita e Don Pasquale – e di Gioachino Rossini – La donna del lago e il Barbiere di Siviglia.

Un inizio di festival emozionante che alza le aspettative sui giorni a seguire, in particolare sulle produzioni 2018: “Enrico di Borgogna” e “Il castello di Kenilworth”, in scena il 23 e il 24 novembre.

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