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Elezioni amministrative 2019, nasce il ”patto generazionale” per Dalmine fotogallery

La proposta è stata avanzata dai gruppi consiliari Nostra Dalmine e Patto Civico Dalmine

Un “patto generazionale” per poter costruire un percorso di innovazione che ponga al centro la valorizzazione Dalmine e i suoi cittadini: è questa la proposta lanciata da Nostra Dalmine e Patto Civico Dalmine che, in vista delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio, hanno presentato nella serata di mercoledì 21 novembre il proprio programma.

Le due liste, che presentano fra i banchi del consiglio comunale un esponente ciascuno, negli ultimi quattro anni hanno costruito un percorso condiviso che comprende la freschezza e la competenza dei rappresentanti di Nostra Dalmine e l’esperienza di quelli di Patto Civico: “In un momento di ampio distacco della cittadinanza dal mondo della politica, crediamo che il nostro paese necessiti del governo di una lista civica – afferma Fabio Tiraboschi, coordinatore di Nostra Dalmine, a cui si aggiungono le parole dell’orologio di Patto Civico Stefano Longhi -. Nonostante talvolta la burocrazia ferma spesso i sogni, noi cercheremo di portarli avanti, partendo dal nostro impegno nel sociale e nel volontariato”.

Punto di partenza delle due liste sarà l’attenzione al sociale con uno sguardo verso il futuro e l’innovazione senza dimenticare di osservare il passato, come sottolinea Valerio Cortese, capogruppo di Patto Civico: “Un fattore importante che vogliamo perseguire è quello della discontinuità, un fattore il cui obiettivo sta nel guardare le cose su un lato diverso. Riteniamo inoltre che sia fondamentale ascoltare le persone e favorire la solidarietà verso chi ha maggiormente bisogno, cercando come amministrazione di smuovere la cittadinanza ”.

Diverse le proposte avanzate dai due gruppi in merito ai temi ambientale e della mobilità a partire dalla riqualificazione della viabilità lungo la strada provinciale 525 e dalla lotta all’inquinamento: “Dalmine è attraversata ogni giorno da centinaia di auto che creano inquinamento atmosferico, peggiorando la condizione dell’aria – analizza Roberto Pinotti, capogruppo di Nostra Dalmine -. Per evitare gli ingorghi presenti lungo il Provinciale nelle ore di punta intendiamo sostituire i semafori con tre rotonde, un’opera i cui fondi sono già disponibili e che, una volta completata, ci permetterà di attuare azioni in funzione di una possibile deviazione del traffico dal centro; inoltre per promuovere il trasporto sostenibile all’interno del territorio cittadino intendiamo costruire una ‘bicipolitana’, una rete di piste ciclabili che permetta di muoversi in bicicletta velocemente. Oltre a tutto ciò nel campo dell’urbanistica, di fronte a una città che presenta il 72 % di territorio urbanizzato, intendiamo proteggere le aree ancora libere e ragionare con eventuali costruttori sulle modalità di edificazione”.

Al centro del programma del “patto generazionale” anche la necessità di un investimento per lo sviluppo dell’ateneo cittadino e per la creazione di una “città universitaria”: “Prendendo in considerazione alcune ricerche è possibile osservare come la presenza di un’università possa portare vantaggi ai comuni che la ospitano sia nel campo dello sviluppo economico che in quello lavorativo, favorendo fra i vari aspetti le attività imprenditoriali del territorio – nota Alice Melocchi -. Nella nostra idea di città universitaria ci piacerebbe collaborare con l’Ateneo per incentivare alcune proposte nel campo della mobilità sostenibile come la creazione di una tramvia che colleghi la stazione di Verdello, il sostegno del car pooling e la riqualificazione di spazi comunali e privati da destinare come alloggi universitari”.

In conclusione gli esponenti di Nostra Dalmine e Patto Civico hanno escluso la possibilità di un’alleanza di sinistra: “Abbiamo già parlato di ciò con il Partito Democratico, tuttavia ad ora non sussistono le condizioni almeno finché non verrà riconosciuto il ruolo delle liste civiche” dichiara Tiraboschi, a cui fa eco Cortese : “Non precludiamo nulla però. se si volesse percorrere questa strada, sarebbe necessario uscire da una visione che non porta a un’innovazione”.

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