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"Un uomo, oggi", Nacci indaga nel profondo di chi è violento con le donne - BergamoNews

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Il film

“Un uomo, oggi”, Nacci indaga nel profondo di chi è violento con le donne

La serata, che si intitola "La Svolta", è la presentazione al pubblico del nuovo "Spazio ascolto uomini maltrattaNti": un centro per il trattamento degli uomini violenti che è stato aperto a Bergamo dall'associazione La Svolta.

Un film di 11 minuti in Full HD per mettere a nudo le paure, le deviazioni, le tortuose vie dell’identità maschile quando si fa maltrattante nei confronti del femminile. Una sfida non facile quella di Alberto Nacci, che ha raccolto l’invito del centro antiviolenza Aiuto Donna di Bergamo e ha raccontato, al di fuori di rassicuranti semplificazioni di genere, le dinamiche distorte di potere, di sopruso e di colpevolizzazione che si innescano quando la relazione uomo-donna entra nel circolo vizioso dell’assoggettamento psicologico e del maltrattamento fisico.

È un uomo che guarda e che vede solo se stesso il maschio ripreso in primissimo piano nell’impietosa e dicotomica verità del bianco/nero: lui parla di lei, della compagna di vita, con parole travestite di un presunto amore che sfocia nell’odio e che sostanzialmente rivelano un’arcaica concezione del femminile inteso come territorio di controllo e proprietà dell’uomo. Al centro c’è sempre lui, un uomo in conflitto con se stesso e incapace di liberarsi dei propri fantasmi, che ha paura del proprio lato oscuro ma che è fondamentalmente indisponibile a mettersi in discussione. Perché la partner lui l’ha costruita nella propria testa e su queste basi si può solo esercitare un assoggettamento, non creare una relazione.

A questa dinamica Nacci dà forma con lo sdoppiamento del volto maschile dal cui profilo nasce letteralmente il volto di lei. La donna è partorita dall’uomo, o meglio dalla mente dell’uomo, proprio come nel mito classico accade ad Atena, la figlia prediletta di Zeus, che nasce dal cervello del re dell’Olimpo. E nel film è lei, dei due, la sola a rivolgere la parola al compagno, quando lui si sveglia impaurito da un sonno angoscioso.

L’intensità del dramma psicologico di “Un uomo, oggi” è affidata agli attori Walter Tiraboschi e Candelaria Romero, che danno prova di grande sensibilità per il tema, nella resa tutt’altro che facile degli stati dell’animo, nel climax della parola e dei silenzi, nell’intimità ora svelata ora trattenuta delle rivelazioni.

Alberto Nacci, autore e regista, non è nuovo a produzioni impegnate su temi sociali, come nel caso dei docu-film “The perfect machine” (2011) incentrato sulle straordinarie risorse degli atleti paralimpici e “Una luce bianca” (2013) che racconta la storia vera di Marcello S., un giovane bergamasco che si è risvegliato dopo 52 giorni di coma profondo.

“Ho scelto la nudità del primo piano, senza ambientazione – sottolinea l’autore e regista Nacciproprio per non attribuire connotazioni socio-culturali a questa relazione. Quest’uomo è in fondo un uomo qualunque: ho studiato a lungo questa realtà e la cronaca purtroppo ci conferma che il problema è molto più diffuso di quanto non si pensi. Il mio lavoro è solo un sasso nello stagno, è un contributo per porre un interrogativo culturale e identitario. Di qui anche la scelta di lasciare il finale aperto: la vita può riservare molte svolte a seconda delle strade che si intraprendono. Walter Tiraboschi è un professionista e ha fatto un grande lavoro su di sé per interpretare nelle pieghe del viso quest’uomo incapace di entrare in relazione, così come Candelaria Romero, attrice che ha a cuore temi sociali delicati come questo, si è inserita alla perfezione dando volto a una presenza quasi fuori campo, ma simbolicamente centrale”.

“Il linguaggio dei media è infarcito di stereotipi di genere” commenta Fabio Chiassi, presidente de “La Svolta”, associazione che nasce dalla volontà di “Aiuto Donna” di Bergamo di ampliare la tutela delle donne cominciando a intervenire sul versante di chi la violenza la agisce. “Il film di Alberto Nacci svela con chiarezza, pur senza rappresentarlo, il meccanismo che oggi porta alla violenza, manifestando la difficoltà del maschio a stare nella relazione e nei conflitti che, quasi per definizione, la relazione produce e contiene. L’accento è posto sull“oggi”, perché ormai la crisi dell’ordine patriarcale è conclamata e i ruoli nella coppia si sono ridefiniti. L’uomo ha perso la posizione preminente nella mediazione in ambito famigliare e sociale.
L’incapacità di dialogare con l’altra parte stringe l’uomo in una condizione interiore di solitudine e di ruminazione che tocca gli estremi dell’ “io l’amo” e “io ti odio”, ben evidenziata nel film”.

Il film viene proiettato in anteprima assoluta giovedì 22 alle 20.30 all’Auditorium di Piazza della Libertà nel contesto dell’evento di presentazione al pubblico del nuovo Spazio “La Svolta”– I rappresentanti dell’associazione racconteranno le ragioni e le finalità dell’iniziativa e al termine della proiezione dialogheranno col pubblico Fabio Chiassi e Maria Teresa Heredia, rispettivamente presidente e vicepresidente de La Svolta, Oliana Maccarini di Aiuto Donna, il regista Alberto Nacci, gli attori del film e Michele Poli, presidente del CAM Centro Ascolto per uomini Maltrattanti di Ferrara. Il confronto sarà moderato da Max Pavan, giornalista di Bergamo TV.

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