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Morte Astori: “Un killer silenzioso che uccide gli atleti”

Colpisce all'improvviso e nel 20% dei casi non lascia tracce chiare. L'università di Padova: è la causa di morte più diffusa fra gli sportivi

Sarebbe stata una malattia silenziosa, invisibile, difficile da diagnosticare anche per i medici sportivi, quella costata la vita a Davide Astori, il 31enne difensore bergamasco e capitano della Fiorentina. È quanto emerge dall’ultima consulenza sulla morte del calciatore, trovato esanime in una stanza d’albergo a Udine.

La consulenza, racconta il Corriere della Sera, era stata chiesta dal procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo al massimo esperto mondiale della malattia, il professor Domenico Corrado dell’Università di Padova, per rispondere a un semplice ma fondamentale quesito: Astori poteva essere salvato?.

L’università di Padova, capofila nella ricerca della patologia (fribrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena, la stessa che portò via il centrocampista bergamasco Piermario Morosini) ha analizzato circa 800 casi di morte improvvisa di giovani al di sotto dei 35 anni ed ha fatto sapere che “un centinaio sono atleti”: questo perché nei giovani affetti dalla patologia l’attività sportiva moltiplica per cinque il rischio di morte.

Un “killer silenzioso”, quasi impossibile da diagnosticare, in grado di colpire improvvisamente e di non lasciare tracce chiare nel 20 per cento dei casi. Astori rientrerebbe proprio tra questi. La consulenza, in ogni caso, non fornisce certezze ai magistrati sulle responsabilità. Per questo l’indagine – riporta sempre il Corriere della Sera – rimane aperta.

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