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Lavori in corso, Edoardo Conte per Mario Benedetti alla Quarenghicinquanta

“È un racconto intenso", precisa il gallerista Dario Guerini , "che va oltre la documentazione e che permette di entrare con naturalezza nel sorprendente complesso universo di un grande artista”.

L’occhio del fotografo e il gesto dell’artista: è questo il binomio che attraversa l’esposizione “Lavori in corso – Edoardo Conte per Mario Benedetti”, che inaugura sabato 17 novembre alle 18.30 nello spazio espositivo “Quarenghicinquanta” alla presenza degli autori . Venticinque anni di progettazioni e realizzazioni d’arte di Benedetti narrate dall’obiettivo fotografico di Conte, architetto con la passione della fotografia.

È una mostra che documenta, ma che invece di documentare opere d’arte parla del processo creativo, parla del “fare” che conduce alla realizzazione dell’opera compiuta.

Si passano in rassegna interventi su edifici residenziali, portali d’ingresso di strutture industriali, formelle di cemento istallate open-air, processi artigianali di incisione e di stampa, lavorazioni in tridimensione per la realizzazione di opere scultoree, progetti per concorsi d’intervento architettonico per spazi pubblici e privati, in area lombarda e non solo.

La mostra restituisce per flash e per brevi narrazioni la personalità artistica di Mario Benedetti e suggerisce in un numero consistente di scatti la vastità delle sue esperienze in arte. E’ comunque un reportage circoscritto agli ultimi 25 anni, che mette a fuoco in particolare l’incontro tra manufatto d’autore e opera architettonica. Bergamasco d’adozione, Benedetti a Milano è stato titolare della cattedra di Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Brera e in oltre 50 anni di attività ha praticato se non tutti quasi gli ambiti delle arti visive, scultura, pittura, grafica, collage, fotografia, cinematografia, installazioni. Ma anche performance d’ambiente: esemplare e precursore in questo senso l’intervento nel 1976 alla Galleria 72, quando l’artista lavorò senza limite di tempo e programma esemplificando a parete, giorno per giorno ,il processo creativo. Le sue collaborazioni con gli architetti datano fin dai suoi esordi negli anni Sessanta e si sono consolidate in tempi recenti sul nostro territorio con personalità quali Giuseppe Gambirasio e Giorgio Zenoni.

Anche Edoardo Conte è affascinato dalla manualità, dall’aspetto artigianale del lavoro creativo. Con base a Treviglio, Conte ha sviluppato progetti architettonici di ampio raggio e la sua attività professionale è stata proposta al pubblico in mostre personali e collettive tra cui l’ampia monografica “Architetture” tenutasi a Seriate nel 2003 a cura di ASAV. In ambito fotografico, ha realizzato nel 2009 a Milano la mostra di interesse storico e architettonico “I templi incompiuti di Hitler” in collaborazione con la giornalista Flavia Foradini.

La mostra in Quarenghicinquanta testimonia il lungo rapporto d’amicizia e di stima tra Conte e Benedetti e consegna alle immagini, sotto forma di fotografie e docu-film, il resoconto dell’arte del maestro incisore bergamasco: una pratica dai tempi lunghi e riflessivi colta “in progress”, nel dietro le quinte, nel passaggio dall’idea prima alla metamorfosi nella forma, dalla materia inerte al “prodotto finito”.

“È un racconto intenso”, precisa il gallerista Dario Guerini , “che va oltre la documentazione e che permette di entrare con naturalezza nel sorprendente complesso universo di un grande artista”.

La mostra è aperta fino a sabato 1 dicembre con apertura giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 19, sabato dalle 10.30 alle 12.30, dalle 15.30 alle 19.

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