Quantcast
Nel mondo immaginario dei 5 Stelle l’Italia sarà la nuova isola di Wight - BergamoNews
Lo sguardo di beppe

Nel mondo immaginario dei 5 Stelle l’Italia sarà la nuova isola di Wight

Dopo aver offeso anche i giornalisti, non riuscendo a percorrere strade già imboccate senza successo, Luigi Di Maio cerca di rimettere in campo provvedimenti in settori a lui totalmente alieni, nel disperato tentativo di restare sulla ribalta.

La politica del rude Salvini, anche se espressa in modo poco formale, ottiene il plauso di un numero sempre maggiore di cittadini. Ovviamente è iniziato un travaso di consensi dai 5 Stelle alla Lega, causato dalla politica di Di Maio che vuol far regredire l’Italia verso orizzonti bucolici, nei quali il tempo da dedicare al lavoro e alle opere che ci terranno connessi al resto del mondo civile, sono una variabile poco significativa. L’essenza che dovrà occupare l’anima della gente sarà la felicità, quella che prefigura la sua concezione di vita, sganciata da ogni criterio di adesione alla realtà.

Si deve tornare indietro di molto per risentire l’abituale insulto rivolto a coloro che raccontano eventi e fatti che accadono e che di questi danno la loro lettura, senza imposizioni provenienti dai quartieri generali come avviene per le attuali aggregazioni politiche, legate da un contratto basato su dottrine opposte. Io cedo qualcosa a te e tu cedi qualcosa a me, questo il monotono e triste refrain al quale assistiamo ogni giorno.

Fallita l’opposizione a tutto ciò che ci collocherebbe tra i Paesi che ambiscono ad essere connessi con il mondo civile, fallita l’opposizione alla TAP, probabilmente perdente anche sul fronte TAV che ci connetterà al corridoio 5, Lisbona- Istanbul, al Vice-premier non resta altro da fare che riprendere temi abbandonati per la massa di critiche negative sollevate, nella speranza che il tempo abbia fatto dimenticare alla gente la pericolosità dei provvedimenti accantonati proprio per non incorrere in sonore “cantonate”.

I lampi di genio di questo personaggio difficile da assegnare ad una qualsivoglia dottrina di epoche passate, sono al termine. Dal magico cilindro del nuovo corso non esce più nulla.

Che la Raggi sia stata dichiarata non colpevole, non cancella il fatto che in qualità di responsabile del governo attuale della capitale, non abbia fatto nulla di meglio delle criticatissime amministrazioni precedenti. I disservizi sono aumentati ma, nella logica della presunzione della quale si ammantano i censori della nazione, la colpa dello stato di degrado della città è unicamente da imputare a tutte le amministrazioni precedenti. Il perdurare della condizione attuale senza che si riesca a porvi un limite, non può più, però, essere imputato a terzi. Che fa l’innocente sindaca che governa la città per dar almeno un pallido segnale che si è imboccata la via del riscatto?

Non poniamoci più domande ma abbracciamoci, sì, e stringiamo la mano a tutti coloro che incontriamo, regaliamo sorrisi a tutti i passanti, gettiamo petali di fiori per le strade, serviranno a tappare le buche, addobbiamo le teste di ghirlande, facciamo riecheggiare dovunque i canti contro le guerre, mettiamo dei fiori nelle bocche dei cannoni e che la leggera brezza del dolce far niente instilli nel cuore naif della nuova società concepita da Di Maio, serenità e pace. L’Italia sarà la nuova isola di Wight. Esporteremo serenità e lasceremo i frigoriferi vuoti perché ci nutriremo di onestà, parola che andrà rigorosamente inserita in ogni canzone ed appenderemo alle pareti le immagini dei nuovi leader, di coloro che ci toglieranno l’ansia del lavoro, inviandoci direttamente a casa quanto serve per vivere.

La competizione sarà bandita, i concorsi, seminatori di ansia, saranno dimenticati e classificati come incubi del passato, imputati di essere sistemi reazionari per promuovere alcuni eletti a scapito di altri talora migliori dei vincitori, ma infedeli nei confronti del sistema corrotto. L’esperienza non servirà più.

Per tutti noi, saranno i leader a pensare, sollevandoci anche da quel noioso utilizzo del cervello. Il consumo di farmaci tranquillanti cesserà. In poche parole, finalmente questa “Civitas Homini” preludio al paradiso, sarà nostra. Non moriremo più ma cambieremo solamente residenza perché abiteremo già nel regno dei cieli e sarà questa felicità l’unico capitale che avremo da spendere per comprare il gas che ci riscalderà, il cibo che ci nutrirà ed i vestiti che copriranno le nostre nudità, abiti uguali per tutti, vale a dire divise. La differenziazione è un inutile e pericoloso discrimine. Faremo sempre l’amore e mai più la guerra, termine del quale si perderà il significato.

Potremo anche ipotizzare di eliminare la moneta per crearne una convenzionale che ci sarà accreditata su di un badge, in quantità sufficiente a vivere. Saremo così svincolati dalla triste realtà del lavoro e diverremo famosi in tutto il mondo come il paese con il PIL della felicità più alto, tanto da farci invidiare dal resto del mondo.
Nessun timore deve agitare le nostre anime mentre intraprendiamo il percorso indicato dai leader verso l’isola che non c’è, seguendo la scia di serenità che da loro promana. Costoro, consci delle responsabilità assunte per governare questa terra felice, lavoreranno 18 ore al giorno, generando ansia e preoccupazione solo nelle loro spose. Le nostre saranno tranquille e potranno dedicarsi a godere la diffusa felicità del paese che per l’occasione cambierà nome, aggiungendo a Italia, l’aggettivo Felice, per rendere immediatamente percepibile l’aria che si respira in questa penisola che produrrà la beatitudine, bene da capitalizzare nei caveau delle ormai inutili banche. Ma, attenzione, onde evitare che il programma a lungo studiato durante le notti insonni, venga inquinato, non si concederà a nessuno di interferire con la dottrina che governa il nostro sacro suolo e gli stranieri non potranno rimanervi se non per qualche giorno, periodo durante il quale sarà tassativamente necessario adeguarsi alla legge che lo governa.

Forse mi sono lasciato trascinare dalla mente sulle onde del programma di governo. Ora riprendo coscienza e mi preparo ad affrontare una nuova giornata lavorativa, qui su questa terrà sulla quale poggio i piedi, terra che riconosco e che non mi crea spaesamenti, tant’è che anche quando è offuscata dalla nebbia, ne riconosco i luoghi e questo mi rassicura. Poi farò la spesa e pagherò con i detestati euro. I frigoriferi vuoti mi fan pensare alla desolante situazione di chi non ha di che sfamarsi.

Farò una buona colazione nel solito bar, mentre darò un’occhiata ai giornali del mattino e con un po’ di rabbiosa desolazione in corpo per i titoli che narrano la politica governativa, inizierò la mia giornata. E non rischierò di scivolare sui petali dei fiori sparsi per le strade. Sono magicamente spariti, cedendo il posto alle buche e all’asfalto sconnesso su tanta parte delle arterie che ogni giorno percorro, per poter guadagnare e contribuire con le incredibili ed inaccettabili tasse che come tanti pago, a tenere in vita questi politici, poveretti, che si sacrificano 18 ore al giorno per creare la nostra felicità, a scapito di quella delle loro mogli.

Buona giornata a tutti.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI