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Lezione speciale al liceo Locatelli: Jessica Pratt conquista gli studenti

Incontrando gli studenti di quarta e quinta, il soprano ha parlato di Donizetti e dell’opera lirica.

Le cantanti d’opera hanno un fascino difficile da spiegare a parole. La Callas, la Olivero, la Ricciarelli, tutte sul palco sembrano divinità inarrivabili, immortali come le dive del cinema di Hollywood del secolo scorso. Così è anche Jessica Pratt, soprano di origine inglese, stella dell’imminente Donizetti Opera Festival 2018. Occhi azzurri, capelli biondi e lisci, un viso così dolce da conquistare chiunque.

Eppure le cantanti sono semplici donne, madri, mogli, persone con pregi e fragilità. Al liceo “Locatelli” di Bergamo, nella speciale lezione di giovedì 15 novembre, la Pratt è stata semplicemente Jessica. È riuscita a conquistare i ragazzi di quarta e quinta liceo in soli sessanta minuti circa, cosa che per alcuni potrà sembrare strana se si pensa al tema della lezione: Donizetti e l’opera lirica. Al termine dell’incontro era un susseguirsi di domande: “Jessica per favore ti va di cantare per noi?”; “Jessica facciamo una foto insieme?”; e ancora “Jessica ci autografi la spilla?”.

La Pratt ha saputo raccontare il mestiere della cantante d’opera con estrema spontaneità e semplicità. Presentati ai giovani per quello che sei veramente e riceverai da loro una quantità illimitata di entusiasmo. Non importa se si parla di musica del 2018 o dell’Ottocento.

“Ho iniziato a cantare grazie a mio padre – ha raccontato la soprano – anche lui è un cantante. Mia nonna mi portò a vederlo a teatro. Ero solo una bambina, in scena mio padre baciò una donna che non era mia madre e alla fine venne ucciso. Mia nonna dovette portarmi dietro le quinte per farmi calmare”.

Da quella insolita e buffa prima volta a teatro è nato l’amore per l’Opera. “La mia opera preferita è Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti”, confessa la cantante, nominata quest’anno artista in residenza del Festival. “Adoro il personaggio di Lucia, così innovativo per il tempo in cui l’opera venne messa in scena”.

Oltre a essere tra i protagonisti del Concerto di Gala, in apertura al festival, dedicato a Rossini e Donizetti, la Pratt sarà Elisabetta ne “Il Castello di Kenilworth”, titolo meno conosciuto del compositore bergamasco, che debutterà al Sociale sabato 24 novembre.
I ragazzi hanno imparato che l’amore per un mestiere può essere totalizzante. “Sono costretta ad essere sempre in viaggio – dice la cantante – New York, Amburgo,

Barcellona, Melbourne, Sidney, Venezia”. Una vita dedicata all’opera, emozionante e piena di sorprese, come quella volta che la Pratt si trovò a debuttare a Barcellona, proprio nel periodo in cui la città chiedeva l’indipendenza dalla Spagna. “Il pubblico non era proprio dell’umore – racconta – a fine spettacolo ci fu una protesta dentro a suon di Libertà!”.

“Il giorno della recita devo stare tranquilla, mi sento come se dovessi fare un esame”, continua la soprano, sapendo di poter essere capita dagli studenti presenti. Poi arriva il finalmente il momento di andare in scena: “l’attimo che preferisco è quello della cadenza. In quell’istante, prima di riattaccare, c’è il pubblico in sospensione, il silenzio delle persone che respirano insieme a me. È un forte sentimento, quasi una droga per noi cantanti, un senso di potere”.

Anche i giovani in aula sono rimasti sospesi, stregati e affascinati. In attesa del debutto al festival, Jessica Pratt ci ha già conquistati.

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