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Reddito di cittadinanza con l’Isee, Bergamo fanalino di coda: al 100° posto

L’analisi del Sole 24 Ore su 110 province italiane

In provincia di Bergamo una famiglia su 20 (il 5,6%) ha un Isee così basso da rientrare nel reddito di cittadinanza. Il dato emerge da un’inchiesta del Sole 24 Ore, che ha fatto una prima stima delle città in cui finirà la maggior parte dei fondi per il reddito minimo. La nostra provincia si trova al centesimo posto su centodieci in graduatoria.

Come annunciato dal Movimento Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza sarà destinato ai nuclei familiari con un Isee fino a 9.360 euro annui. Il parametro che determinerà chi ha diritto all’assegno è proprio quello dell’Isee, e in base ai dati riportati verrà pagato un assegno che può raggiungere la cifra massima di 780 euro.

A far la parte del leone è comunque il Sud. La città che guida la classifica è Crotone dove una famiglia su tre ha un Isee da 9mila euro, il paletto fissato dal governo.

In totale sono 34 le province del Sud e delle Isole in testa alla classifica dei potenziali beneficiari, in grado di rientrare nel perimetro della misura annunciata dal governo. A Napoli, Palermo e Caltanissetta rientra una famiglia su cinque. A Bolzano invece ha i requisiti solo una famiglia su 40, a Belluno e Sondrio una su 30.

“Queste cifre – sottolinea il quotidiano economico – vanno rapportate agli abitanti. Se a Napoli e Palermo l’incidenza supera il ­20% delle famiglie residenti, a Torino e Roma è intorno al 9%, mentre a Milano non arriva al 7 per cento”.

Di fatto, le prime province per frequenza degli interessati sono tutte al Sud e nelle Isole. “I valori dell’Isee – spiega Il Sole 24 Ore – sono storicamente più bassi nel Mezzogiorno, dove i redditi sono inferiori, la disoccupazione più alta, le famiglie mediamente più numerose e i depositi bancari e gli investimenti minori. Né basta a controbilanciare gli altri fattori la percentuale di proprietari di casa, più alta che al Centro-Nord”.

Tutto ciò si riflette sulla mappa: fatte 100 le famiglie con i requisiti d’ammissione, 48,6 sono al Sud e nelle Isole, 19 al centro e 32,4 al Nord.

Se corrisponderà “a un aumento dei trasferimenti pubblici pari a circa 9 miliardi”, la misura avrà un impatto dello 0,2% sul pil. È il risultato della simulazione fornita dall’Istat nella relazione presentata alle commissioni durante l’audizione sulla legge di Bilancio.

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