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Pace fiscale, i chiarimenti su: atti esclusi e non, pagamento rateale, scadenze, modalità

Pubblicato il provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate relativo alla definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento per la pace fiscale.

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Lo scorso 9 novembre 2018 è stato pubblicato il provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate relativo alla definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento per la pace fiscale. Con il Dl n. 119/2018, infatti, è stata prevista la possibilità di procedere con la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento non ancora definiti al 24 ottobre 2018, data di entrata in vigore del decreto stesso.

Nel provvedimento, adottato dall’Agenzia delle Entrate d’intesa con il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, vengono definite le modalità e i termini di versamento relativi ad avvisi di accertamento, di rettifica e di liquidazione, atti di recupero, inviti al contraddittorio e accertamenti con adesione, notificati o sottoscritti fino al 24 ottobre 2018.

Quanto si risparmia

Per gli atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate o dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli sono integralmente dovuti tutti i tributi ed eventuali contributi indicati nell’atto oggetto di definizione agevolata. Non sono dovuti invece gli importi per sanzioni amministrative, interessi e spese accessorie.

Gli atti definibili

Ecco nel dettaglio gli atti definibili in base alla nuova procedura. Sono quindi definibili:

gli avvisi di accertamento e gli avvisi di rettifica e di liquidazione notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018 non impugnati ed ancora impugnabili alla stessa data e rientranti nell’ambito di
applicazione dell’articolo 15 del Dlgs. n. 218/1997.

gli atti di recupero dei crediti indebitamente utilizzati (indicati ai commi da 421 a 423 dell’articolo 1 della legge n. 311/2004), notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018, non definitivi e non
impugnati.

gli inviti al contraddittorio, notificati fino al 24 ottobre 2018, che contengono maggiori imposte e per i quali, alla stessa data, non sia stato ancora sottoscritto e perfezionato un avviso di
accertamento con adesione o notificato un avviso di accertamento.

gli accertamenti con adesione sottoscritti fino al 24 ottobre 2018 ma non ancora perfezionati, per i quali, alla stessa data non è ancora decorso il termine per il versamento e il perfezionamento
dell’adesione.

Gli atti esclusi

Non possono formare oggetto di questa definizione agevolata gli atti definiti con altre modalità oppure impugnati entro il 24 ottobre 2018 o anche successivamente.

Quando effettuare i versamenti

Avvisi di accertamento, di rettifica e di liquidazione e gli atti di recupero: scadenza 23 novembre 2018 oppure, se più ampio, entro il termine utile per la proposizione del ricorso

Inviti al contraddittorio: scadenza 23 novembre 2018

Accertamenti con adesione: scadenza 13 novembre 2018

Come aderire

Se l’atto definibile non richiede il pagamento di imposte e contributi, il contribuente può manifestare la volontà di aderire tramite una comunicazione in carta libera da presentare direttamente o tramite raccomandata A/R o all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) all’ufficio competente, in cui dichiara di voler perfezionare il procedimento di accertamento, entro gli stessi termini previsti per il versamento.

Per ciascun atto definito va utilizzato un distinto modello F24 o F23. Entro dieci giorni dal versamento in unica soluzione o della prima rata, il contribuente consegna all’ufficio competente la ricevuta dell’avvenuto pagamento.

Pagamento Rateale

In caso di pagamento rateale, il versamento delle somme può essere effettuato con un massimo di venti rate trimestrali di pari importo. Le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

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