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All’ex collegio Baroni incontro con l’architetto Mario Botta

L’appuntamento è lunedì 12 novembre in occasione della presentazione del libro di Marco Adriano Perletti “Architettura come amicizia”.

L’ordine degli architetti di Bergamo, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, promuove un incontro con l’architetto Mario Botta in occasione della presentazione del libro di Marco Adriano PerlettiArchitettura come amicizia. Conversazioni con Mario Botta, Aurelio Galfetti, Luigi Snozzi, Livio Vacchini”.

Il volume affronta le questioni chiave del modo di interpretare il mestiere di quattro maestri dell’architettura e racconta il loro sodalizio umano e professionale attraverso la testimonianza diretta, in forma di conversazioni.

L’appuntamento è lunedì 12 novembre alle 17 all’ex collegio “Baroni”, a Bergamo in via Pignolo 123 – Università degli Studi di Bergamo.

All’incontro saranno presenti Marco Adriano Perletti, autore del libro e Riccardo Blumer, direttore dell’Accademia di Architettura di Mendrisio.

Il mestiere dell’architetto è prima di tutto amore e passione per l’architettura. Un mestiere il cui apprendimento, prima ancora che dalla costruzione di un bagaglio di conoscenze e di competenze tecniche, passa attraverso la formazione di una sensibilità critica capace di cogliere l’essenza delle cose e la loro dimensione poetica. Di riconoscere il valore del confronto, della collaborazione, del reciproco sostegno e dell’insegnamento. In questo senso la testimonianza dei maestri e il confronto con il loro modo di operare rappresentano due momenti imprescindibili del percorso formativo di chiunque voglia operare con consapevolezza in ambito progettuale.

Le considerazioni sviluppate da questa pubblicazione si inseriscono nel complesso dibattito sulle ragioni dell’architettura in cui Mario Botta, visto il suo percorso intellettuale e professionale, entra di diritto, e al quale con la sua opera, riflettendo sulle radici profonde e i limiti dell’architettura, ha ampiamente contribuito.

“La discussione approfondita contribuisce a chiarire le ragioni del costruire – afferma a tale proposito Gianpaolo Gritti –. Promuovere un pensiero diverso e non omologato è uno dei motivi dell’esistenza di un Consiglio dell’Ordine professionale”.