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Orio, sperimentazione rotte fallita: ha danneggiato oltre mille persone in più

Arpa nel 2016 stimò in 3.185 unità il numero degli individui che la sperimentazione avrebbe potuto sottrarre al rumore superiore a 60 decibel, aggiornando 8 mesi dopo quel dato a 2.526: i dati reali dicono che circa 1.100 in più sono state invece danneggiate rispetto alle ultime previsioni.

Sorpresa in commissione aeroportuale: la riunione di venerdì 9 novembre ha certificato il fallimento della sperimentazione delle nuove rotte dello scalo di Orio al Serio.

Un risvolto per certi versi inatteso, ma non per amministratori e residenti che lo sospettavano: le previsioni fatte da Arpa nel giugno 2016, infatti, sono state completamente ribaltate.

Allora l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente stimò in 3.185 unità il numero degli individui che la sperimentazione proposta dal Comune di Bergamo avrebbe potuto sottrarre al rumore superiore a 60 decibel LVA (Livello di Valutazione del rumore Aeroportuale ndr): si tratta sostanzialmente dell’indicatore del disturbo provocato dai voli, equiparando un volo notturno a 10 effettuati in fascia oraria diurna.

Una stima che venne poi aggiornata nel febbraio 2017, in seguito alla validazione delle rotte da parte di Enav, a 2.526 individui.

Dopo 9 mesi di sperimentazione, invece, il risultato è stato quanto di più lontano ci si poteva attendere: nessun miglioramento ma addirittura un peggioramento dei valori di impatto acustico quantificabili in circa 1.100 individui in più esposti ad oltre 60 decibel LVA.

Una differenza macroscopica rispetto alla previsione più recente che mette chiaramente in mostra come non ci siano le condizioni per confermare l’insieme delle scelte oggetto di sperimentazione: l’unica eccezione pare essere quella della nuova rotta NAV, leggermente migliorativa rispetto alla precedente rotta 44.

I numeri proposti da Arpa tra il 2016 e il 2017 motivarono la sperimentazione ma la grande differenza con i dati reali riferiti dalla stessa agenzia regionale costringe ora la commissione aeroportuale a prendere una decisione.

Come confermato recentemente dal presidente di Sacbo Roberto Bruni, la sfida rimane quella di trovare la giusta armonia tra l’attività e lo sviluppo aeroportuale e la tutela dei residenti: in questo senso assumono ulteriore rilevanza, dati i risultati emersi in commissione, il piano di zonizzazione acustica e l’entrata in servizio di aeromobili di nuova generazione e a basse emissioni già ordinati da Ryanair, per distacco il più importante player operante da Orio.

La commissione, ora, si è presa una settimana per decidere il da farsi, evitando qualsiasi mossa a caldo.

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Commenti

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  1. Scritto da usiamo il cervello

    La notizia è assolutamente parziale. Il dato vero è quante sono le migliaia di persone (tutta Campagnola per esempio) ceh pur essendo già oltre i 60 db hanno avuto un enorme aumento del rumore (quasi il doppio) passando da 62,4 db del 2016 ai 64,8 del 2018 proprio dovuto alle nuove rotte. E’ una idiozia parlare dei nuovi aeromobili (se mai arriveranno) visto che cmq potranno ridurre solo del 40% il rumore.
    Per tutelare i residenti c’è solo un modo: bloccare lo sviluppo di Orio e riportarlo nei parametri previsti dal VIA (la metà d quello attuale)