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Francesco Battistini e il mestiere dell’inviato: “Curiosità e onestà”

Francesco Battistini, giornalista e inviato del Corriere della Sera, lo scorso giovedì 25 ottobre ha tenuto la terza lezione della Bergamonews Academy 3, ammaliando i giovani aspiranti giornalisti con aneddoti e tracce di vita da cronista ripercorse a ritroso ieri e oggi.

Francesco Battistini, giornalista e inviato del Corriere della Sera, lo scorso giovedì 25 ottobre ha tenuto la terza lezione della Bergamonews Academy 3, ammaliando i giovani aspiranti giornalisti con aneddoti e tracce di vita da cronista ripercorse a ritroso ieri e oggi.

Portavoce dei “segreti” di un giornalismo sul campo, Battistini è entrato nel concreto: “Quando ho cominciato a lavorare come giornalista mi occupavo di cronaca, di cronaca locale. Ancora oggi, dopo tante esperienze, faccio il cronista. Perché la base di questo lavoro, la vera palestra per un aspirante giornalista è proprio la cronaca locale, in cui ci si occupa di tutto, in cui ci si forma, ci si interfaccia con il proprio lettore. Questo perché la cronaca non è quel tipo di giornalismo che chiede opinioni o pensieri. La cronaca non ammette sbavature o margini di errore”.

Ottiene un vero e proprio contratto dopo nove anni come cronista presso l’Eco di Bergamo. Si distacca dal giornalismo bergamasco per approdare a Il Giornale di Indro Montanelli, dove rimane fino al 1994, quando Montanelli lascia la direzione della testata  fondando La Voce e portando con sé 40 collaboratori (tra cui lui stesso) a causa della volontà dei vertici editoriali (leggi Berlusconi) di portare il giornale ad assumere un atteggiamento politico preciso per le elezioni di quell’anno.

Dura poco l’avventura della Voce e Battistini entra a far parte della famiglia de Il Corriere della Sera, ricomincia dalla cronaca lombarda. Ed è proprio qui che, entrato in contatto con un parroco di Lecco portatore di aiuti umanitari in Bosnia, giunge a Sarajevo durante il periodo del suo assedio. Attraversa il tunnel costruito dagli assediati bosniaci per oltrepassare il territorio isolato dalle forze serbe ed è il primo giornalista italiano a documentare quel passaggio sotterraneo. “Peccato che quell’articolo non uscì mai. E dopo un paio di anni una giornalista inglese vince il premio per miglior giornalista dell’anno proprio per aver documentato quel passaggio nel tunnel” racconta.

Ma le delusioni non fermano la volontà di Battistini che nella sua vita ha visto, raccontato e soprattutto informato tanto e tanti lettori. Dai luoghi del Califfato, la storia di Battistini è la storia del cronista inviato, quell’inviato che, con le sue parole, “spesso vive con la consapevolezza che ciò che vive e scrive non venga pubblicato. Così ti domandi Perché vai? Perché continui a fare questo lavoro? Perché la curiosità è tutto, è il fattore che ti spinge a fare quello che fai. Quando smetti di essere curioso, puoi smettere di fare il giornalista”.

Benché oggi la situazione dell’inviato sia abbastanza precaria e non protetta, anche a causa della perenne connessione online in cui siamo travolti, l’inviato rimane una punta di diamante del giornalismo. “Oggi un giornalista è obbligato a fare tutto, seguire una guerra da inviato vuol dire seguire la politica che c’è dietro, la società, l’economia coinvolta, aggiornarsi continuamente”- continua il prof dell’Academy, e inevitabilmente la riflessione va alla giornalista uccisa nel 2001, Maria Grazia Cutuli che, insieme a Francesco Battistini e ad altri inviati in Afghanistan, documentava i luoghi di quella zona di guerra. Lungo una carovana di giornalisti che si spostavano da una città all’altra, la vettura che trasportava Maria Grazia e l’inviato de El Mundo Tullio Fuentes fu l’unica ad essere presa sotto assalto. Furono trasportati su un’altura e fucilati di spalle. Per questo Francesco Battistini spiega che “il mestiere del giornalista è un mestiere pericoloso. Ho perso molti amici giornalisti. C’è stato un periodo in cui gli italiani hanno dato tanto al giornalismo, contribuendo a capire il mondo sotto guerra.

Qual è il segreto per fare il giornalista, chiedono i ragazzi? “Studiare tanto. E poi essere onesti, cercando di scrivere mettendoci il valore aggiunto”.

La lezione di Francesco Battistini è stata sicuramente un arricchimento culturale e personale per tutti gli allievi dell’Academy 3. Giovedì 8 novembre lezione su “Le regole del giornalismo” il giornalista di Bergamonews Luca Samotti.

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