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L'intervista

Erri De Luca a Bgnews: “Basta condoni o ci saranno nuove tragedie”

Abbiamo intervistato il noto scrittore per avere un commento sull’abusivismo edilizio di cui si sta discutendo dopo la strage di Casteldaccia, in provincia di Palermo.

“I condoni sono incentivi a scavalcare le norme e degradano lo Stato a complice e percettore di tangenti. Autorizzandone altri si favorisce questo andazzo con il rischio che si verifichino nuove tragedie”. Così lo scrittore, giornalista e poeta Erri De Luca, intervistato da Bergamonews, invita a riflettere sull’abusivismo edilizio, una piaga annosa ma purtroppo sempre attuale per il nostro Paese.

Il tema è tornato al centro dell’attenzione in seguito alla strage avvenuta nella notte tra sabato 3 e domenica 4 novembre a Casteldaccia, in provincia di Palermo dove, in seguito al persistente maltempo,  il fiume Milicia è esondato travolgendo un villino e uccidendo nove persone. Tra le vittime anche due bambini di uno e tre anni e un ragazzino di 15 anni, rimasti intrappolati nella casa insieme ai loro cari: solo uno dei famigliari è riuscito a salvarsi.

 

Rimane da chiarire la posizione dell’edificio, che probabilmente è stato costruito troppo vicino al letto del fiume: negli ultimi giorni si è acceso il dibattito sull’argomento, mentre la procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta.

Abbiamo intervistato Erri De Luca, sensibile alle tematiche dell’ambiente e della legalità, per avere un suo parere in merito.

In questi giorni piangiamo le vittime di Casteldaccia, in provincia di Palermo, una tragedia che ha riportato l’attenzione sui rischi dell’abusivismo edilizio. Al tempo stesso, sta facendo discutere il cosiddetto “condono edilizio per Ischia” inserito nel decreto Genova. Dobbiamo ancora aspettare di versare altre lacrime in futuro?
Il peggioramento climatico si unisce al peggioramento delle tutele dell’ambiente. I condoni sono incentivi a scavalcare le norme e degradano lo Stato a complice e percettore di tangenti. Le lacrime che si continuano a versare non aprono gli occhi.

Facendo nuovi condoni non c’è il rischio che il problema si ripeta?
Ovviamente sì, e anche non procedendo a demolizioni e sequestri di manufatti abusivi si incentiva l’andazzo.

C’è una sacralità nel rapporto uomo-Terra. Una sacralità che esige un equilibrio e un impegno. Ritiene che l’uomo debba avere quindi un “rito” per celebrare la Terra e conservarla?
Nella scrittura sacra si prescrive il sabato, che alla lettera vuol dire cessazione di ogni attività. Il sabato non appartiene all’uomo né alla divinità, il sabato è della terra, del suo diritto a essere terra e non terreno di sfruttamento. Si dovrà tornare per forza e per necessità a un rapporto di sacralità con la superficie terrestre.

C’è nella generazione odierna oggi al potere un’assenza di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni?
Un’assenza di visione del futuro ricade per questo sulla generazione seguente. Ma voglio credere in una gioventù prossima ventura che si metterà a riparare i guasti, producendo un’economia del risanamento. Dovrà sentirsi provvidenziale e integerrima.

Per concludere, nell’enciclica “Laudato sii” Papa Francesco ha posto l’accento sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente. A quali aspetti tra quelli evidenziati dal pontefice si sente più vicino?
Ambiente è secondo l’origine latina ciò che circonda. L’ambiente è invece circondato da un assedio che usa ogni aggressivo chimico e meccanico. Il pontefice si richiama alla lettera della novità cristiana, ha stabilito un anno della misericordia, incoraggia la fraternità. È quello che serve a scacciare gli spaventapasseri che aizzano paure e rancori per tornaconto politico.

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