Accordo Intesa Sanpaolo e Confindustria: alle imprese lombarde destinati 25 miliardi
Presentato alla Foppapedretti Technology, a Bolgare, l’addendum all’accordo 2016-2019 tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro” che valorizza l’accordo in vigore e promuove una nuova cultura di impresa destinando un plafond nazionale di 90 miliardi nel triennio.
Potenziato l’accordo 2016-2019 tra Intesa Sanpaolo e Confindustria, presentato a Bolgare alla Foppapedretti Technology, per la promozione di una cultura imprenditoriale che punti sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale e che sia in grado di adottare nuovi modelli di business.
L’addendum “Promuovere una nuova cultura di impresa per una crescita sostenibile” valorizza gli aspetti già previsti dall’accordo in vigore e, dando ulteriore impulso alla collaborazione, promuove una nuova cultura di impresa intesa come capacità degli imprenditori di attivarsi per utilizzare le soluzioni e gli strumenti disponibili per il rafforzamento aziendale.
La partnership mette a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi nell’arco dei tre anni e dei quali 25 miliardi destinati alle imprese lombarde (15 miliardi per le imprese clienti della Direzione Regionale Lombardia e 10 miliardi alle imprese clienti della Direzione regionale Milano e Provincia).
Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria: “Abbiamo un sistema produttivo unico al mondo, costituito per oltre il 90% da pmi e capace di creare occupazione e benessere per le comunità e i territori, che va accompagnato con soluzioni, strumenti e politiche industriali di medio termine funzionali al suo rafforzamento. Al contempo occorre impegnarsi per costruire una corretta e reale narrazione dell’impresa e del suo ruolo nella società: noi lo stiamo facendo e per questo ci concentriamo su temi come la cultura, la formazione, le competenze e la responsabilità sociale. Proprio in questa cornice si inserisce l’accordo con Intesa Sanpaolo che abbiamo presentato oggi qui alla Foppapedretti, uno dei marchi simbolo del made in Italy che racchiude in sé saper fare, qualità e rispetto per l’ambiente e per i lavoratori”.
Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Gli accordi tra Intesa Sanpaolo e Confindustria proseguono e si rinnovano da dieci anni, in una partnership che si è sempre più consolidata, risultando fondamentale per il sistema Paese e consentendo alle aziende italiane di sviluppare iniziative concrete nel campo dell’innovazione, dell’internazionalizzazione, della formazione e del consolidamento dimensionale e patrimoniale. Al costante confronto con Confindustria si deve, fra l’altro, lo sviluppo del nostro Programma Filiere che ha consentito a molte piccole imprese di ottenere un migliore e più economico accesso al credito. In circa tre anni sono stati sottoscritti a livello nazionale oltre 600 contratti con imprese capofiliera, con un potenziale di oltre 15mila fornitori, per un giro di affari di circa 70 miliardi di euro. L’opportunità di fare rete è una fra le leve fondamentali per lo sviluppo che il nostro Gruppo mette a fattor comune, nella certezza di potere giocare un ruolo chiave per il futuro dei nostri territori e dell’economia nazionale”.
Aniello Aliberti, presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Bergamo: “Il sistema bancario resta ancora il partner primario per le imprese italiane e i loro i fabbisogni finanziari: l’accordo tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo intende supportarle in ambiti fondamentali per il mantenimento della competitività sui mercati quali gli investimenti tecnologici, l’internazionalizzazione, ma anche la liquidità ordinaria. Come associazione siamo molto interessati al progetto filiere, in cui il rating del capofiliera si può trasferire al fornitore strategico, magari più piccolo e meno solido finanziariamente, facilitando a quest’ultimo l’accesso al credito. Ovviamente come Presidente della Piccola Industria mi sta particolarmente a cuore che venga garantito l’accesso al credito anche alle imprese di minori dimensioni, parte fondamentale del nostro tessuto manifatturiero”.
Gianluigi Venturini, direttore regionale Lombardia Intesa Sanpaolo: “L’Addendum all’accordo che presentiamo oggi nasce con l’intento di aiutare le aziende a migliorare la loro capitalizzazione e a proseguire il cammino verso la quarta rivoluzione industriale. È per creare connessioni virtuose e fare rete nella crescita che Intesa Sanpaolo, nell’ambito dei suoi interventi dedicati allo sviluppo delle imprese, ha scelto di andare nella direzione di agevolare il credito verso le aziende fornitrici di una filiera produttiva. Per la nostra direzione regionale Lombardia (che esclude le province di Milano e Monza Brianza) la risposta del sistema imprenditoriale è stata finora importante: in regione sono 100 le filiere sottoscritte, di cui 23 nella sola Bergamasca, per un giro di affari – a Bergamo e provincia – di oltre 3 miliardi di euro. Continuiamo a presidiare il territorio con la forza di una grande banca attenta ai bisogni e alle esigenze delle singole realtà produttive locali”.
L’esempio della provincia di Bergamo è virtuoso: il ruolo dell’industria è molto rilevante, con una incidenza sul pil locale pari al 40%, ben oltre il 27% della Lombardia e il 24% dell’Italia. L’industria del territorio ha saputo intercettare anche i mercati esteri, per cui l’incidenza delle esportazioni sul pil locale è pari al 49%, anche in questo caso ben oltre il 36% della Lombardia e il 29% dell’Italia. Il ricorso alle importazioni è limitato, tanto che il saldo commerciale ha raggiunto i 6,5 mld, il 14% del totale nazionale. Per una provincia che pesa come occupazione solo l’1,8 del totale nazionale, è un risultato di assoluto rilievo.
Il contesto internazionale rimane buono anche se con un leggero rallentamento, dando quindi supporto a un proseguire delle vendite all’estero. Per garantire la competitività del sistema industriale della provincia, sarà necessario continuare a investire, non soltanto in macchinari ma anche in investimenti immateriali dedicati a ricerca e sviluppo, software, marchi e formazione. Per accelerare sul fronte dell’innovazione è importante infine promuovere sempre più l’interazione del sistema produttivo con le circa 2.400 start-up innovative presenti sul territorio lombardo.





