BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Come sarà l’aeroporto del futuro, Bruni: “Aerei meno rumorosi e il treno per Orio”

Il presidente di Sacbo commenta i dati che vedono lo scalo bergamasco ai vertici in Italia per media di passeggeri trasportati su ogni volo e attende con impazienza l'incarico per la progettazione definitiva della fermata ferroviaria: "Il cambio al Governo ha rallentato le operazioni, ci piacerebbe vedere maggiore sollecitudine"

Mentre voltava l'ultima pagina del capitolo politico, Roberto Bruni stava già iniziando a scrivere, con entusiasmo, quella da numero uno di Sacbo: un incarico che nel maggio del 2017 ha accettato senza tentennamenti, per mettersi al servizio del territorio bergamasco. E già da sindaco di Bergamo (2004-2009), pensando all'operatività dello scalo, si era interessato a quella che anche oggi identifica come vera e propria svolta per l'aeroporto di Orio al Serio: il collegamento ferroviario con Bergamo e Milano.

Presidente Bruni, è un'opera che da sempre è considerata necessaria per un ulteriore passo avanti: quali prospettive apre? 

In tema di accessibilità la nuova via di accesso da Est è altrettanto necessaria ma sicuramente meno importante rispetto a quella ferroviaria: in Europa non esistono aeroporto di medie dimensioni come il nostro senza questo tipo di collegamento. Spesso, erroneamente, si tende a considerare l'opera come una mini-metropolitana che collega lo scalo a Bergamo ma, in realtà, è un vero e proprio servizio ferroviario. Orio sarebbe una stazione sulla direttrice Milano-Bergamo: solo in questo modo si migliora l'accessibilità dell'aeroporto e, a maggior ragione, lo si inserisce in un sistema aeroportuale metropolitano. Da un lato potrebbe ridurrà il traffico su gomma che, pur non rientrando nei nostri compiti è comunque interesse del territorio, e poi migliorerà senza dubbio l'appetibilità dello scalo. Stimiamo che circa il 30% dei nostri passeggeri sfrutterà il trasporto su rotaia.

Il progetto a che punto è?

Siamo in attesa che Ferrovie dello Stato dia l'incarico per la progettazione definitiva. Purtroppo i cambiamenti in atto negli ultimi mesi a livello governativo qualche intoppo l'hanno creato, nel senso di rallentamento dell'iter. Non dico ci sia l'impressione che abbiano cambiato idea ma si sta procedendo con un po' di lentezza. Ci piacerebbe vedere maggiore sollecitudine, proprio per l'importanza che ricopre per noi questo intervento.

Senza la stazione ferroviaria, Orio è già saldamente terzo aeroporto italiano per numero di passeggeri e quinto per numero di movimenti: mixando queste due voci risulta che il Caravaggio è il primo aeroporto italiano per indice di riempimento di ogni volo. Rotte interessanti, posizione strategica, servizi: cosa fa la differenza?

Credo sia un insieme di tutti questi fattori, partendo dalla quantità e dalla qualità delle destinazioni. Poi teniamo conto della vocazione prevalentemente low cost dell'aeroporto, elemento di sicuro richiamo e che alza il load factor. Poi Orio ha mantenuto negli anni la sua prerogativa di aeroporto "vicino" ai passeggeri: nonostante il flusso e le dimensioni ormai medio-grandi, lo scalo rimane accogliente e non straniante. Personalmente, ogni volta che mi capita di volare da Malpensa mi sento quasi angosciato.

A proposito di low cost, il 14 febbraio 2002 Ryanair atterrava qui per la prima volta: a quasi 17 anni di distanza quell'amore si è sempre più rafforzato e la compagnia irlandese conta di chiudere il 2018 con 10,5 milioni di passeggeri trasportati da Bergamo, su un totale che molto probabilmente toccherà i 13. Lo scalo non rischia di dipendere troppo dalle fortune e dalle decisioni del vettore di Michael O'Leary? 

Sinceramente non abbiamo questo tipo di timore perchè Ryanair è fortemente radicata a Orio: lo testimonia il fatto che abbia acquistato un hangar per la manutenzione dei suoi aeromobili e che abbia aperto una scuola per piloti qui basata. Appare evidente che non abbiano alcuna intenzione di andarsene.

In caso contrario, Orio avrebbe un piano B? 

Al momento non ne sentiamo il bisogno: come detto, non ci sono segnali di declino delle fortune di Ryanair, né di una loro voglia di cambiamento. Detto ciò, la diversificazione rimane comunque un obiettivo di Sacbo. Il settore commerciale cerca sempre di allargare lo spettro di compagnie che si servono del nostro aeroporto, come dimostrano i casi recenti di Pobeda e Air Arabia Egypt. Per nostra fortuna di spazio ce n'è, non abbiamo mai dovuto dire no a nessuno.

Non si può negare che l'aeroporto sia probabilmente l'azienda bergamasca che ha conosciuto la maggiore crescita negli ultimi anni: imprescindibile per il territorio, per le connessioni, l'apertura al mondo e anche per le ricadute in termini di posti di lavoro. Ma allora come si trova l'equilibrio con ciò che lo circonda?

Nel settore aeroportuale, attualmente, ci troviamo di fronte a due sfide importanti: la competitività da un lato e la sostenibilità dall'altro. Trovare un punto di equilibrio è complicato, da entrambe le parti, territorio e aeroporto, bisogna saper fare delle rinunce. Parlando di sostenibilità, l'arrivo di aeromobili di nuova generazione può dare una mano: ad aprile del prossimo anno dovrebbero entrare in servizio i Boeing 737 Max 200, che garantiscono un abbattimento dell'indice di rumorosità fino al 40%. Dal canto nostro chiederemo alla compagnia di basarne il più possibile a Orio. Dal punto di vista della mitigazione ambientale, invece, ricordo che siamo stati tra i primi ad aver investito milioni di euro di risorse nostre. Di pari passo abbiamo lasciato spazio finanziario anche per necessarie opere di compensazione a favore del territorio.

E per i voli notturni? 

Sul tema dei voli notturni il Piano di Sviluppo Aeroportuale prevede una riduzione del 50% dei voli courier, che creerà problema dal punto di vista occupazionale con il trasferimento di parte dell'attività di DHL a Malpensa: confermo comunque il nostro impegno per ridurli il più possibile. Sacbo si sta sforzando per rispondere alle richieste del territorio, consapevole che la presenza dell'aeroporto in questa posizione porrà sempre dei problemi ambientali. Non ho mai promesso l'impossibile ma mi sono sempre messo a disposizione e all'ascolto delle esigenze degli amministratori: se ci sono richieste accoglibili e realizzabili, perchè no? Credo sia un atteggiamento di doveroso rispetto, conveniente anche per l'aeroporto che ha necessità di mantenere i rapporti con il territorio.

Al territorio la sperimentazione delle rotte non è piaciuta: in attesa della valutazioni tecniche, per Sacbo come è andata?

Credo sia difficile per noi dare una risposta senza avere quel tipo di riscontri. Ne sapremo di più dalle relazioni che ci verranno fatte tra qualche giorno in sede di commissione aeroportuale, ma ricordo che la scelta delle rotte non è materia di nostra competenza.

Ha citato in precedenza lo spostamento di parte dell'attività di DHL a Malpensa: Orio è terzo aeroporto italiano anche per volume di merci trasportate e nelle scorse settimane abbiamo visto atterrare per due volte un Antonov 124. Quale strategia state portando avanti nel settore courier? 

DHL aveva necessità di ampliare la propria attività ma qui continuerà a operare con la massima efficienza. Dal punto di vista del trasporto merci l'aeroporto rappresenta un'opportunità unica per le aziende bergamasche che hanno sfruttato lo scalo per la loro internazionalizzazione. La nostra pista è in grado di accogliere qualsiasi tipo di velivolo, l'Antonov in quel caso era l'unica soluzione per poter trasportare velocemente carichi da 62 tonnellate ciascuno.

Il balletto delle alleanze non si ferma mai: Verona e Venezia da un lato, Milano dall'altro. Orio dovrà per forza scegliere o, visto che soli non si sta poi così male, potrà rimanere anche da solo? 

Noi non abbiamo mai detto "O alleanza o morte". La terza alternativa, rimanere da soli, potrebbe anche essere una scelta necessitata visto che su entrambi i versanti, Est e Ovest, ci sono elementi non di poco conto da tenere in considerazione. Certamente una scelta di questo tipo preserverebbe fortemente il legame con il territorio e una governance che in buona parte è territoriale. Al contrario, le alleanze offrirebbero una valvola di sfogo per la nostra attività che, come detto in precedenza, pur avendo le possibilità deve sempre rientrare nei ranghi della sostenibilità.

Tornando all'accessibilità. Le novità risolveranno anche il caso dei parcheggi abusivi fuori dallo scalo? Multe e presìdi sembrano non bastare.

Si tratta di una criticità comune a tutti gli aeroporti e, purtroppo, non dipende da una problematica relativa alle vie di accesso. Le forze dell'ordine sono sempre impegnate nel far rispettare il codice della strada ma dobbiamo fare i conti con un problema di mentalità che difficilmente sarà risolvibile con accorgimenti viabilistici.

Il Piano di Sviluppo Aeroportuale guarda avanti fino al 2030: al netto di ogni possibile variabile, come si immagina oggi l'aeroporto del futuro? 

Mi immagino un'infrastruttura che, senza tradire la propria vocazione, sia diventata più bella, più accogliente, più servita e più ordinata, con le merci a Nord e i passeggeri a Sud che la renderanno più accessibile. Un'infrastruttura che non ambisce a diventare un grande aeroporto, sarebbe illusorio, ma che manterrà le sue caratteristiche di medio aeroporto con una maggiore capacità di accoglienza. Gli orizzonti sono promettenti, soprattutto a livello qualitativo. E l'utenza in questi anni ce lo sta riconoscendo.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da usiamo il cervello

    Questo signore è lo stesso che nel 2009 dichiarava in Consiglio Comunale da Sindaco che Orio “non deve superare il limite massimo di voli previsto dal VIA di 68.750″. Oggi siamo a 90 mila e questo parla di ulteriori sviluppi.
    Questo è il Presidente messo lì dal PD per tutelare il territorio e che se ne stratega del fatto ceh il Segretario Provinciale del PD (e anche quello della CGIL) abbiano dichiarato che”l’aeroporto ha ormai superato ogni limite e bisogna fermare lo sviluppo”. Che nonostante 18 Sindaci su 18 (molti del PD) chiedano la moratoria dei voli al 2015. E non ricominci con le barzellette come quelle sugli aerei ceh fanno meno rumore. Oggi siamo al triplo di quello ammesso