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I dati

Disturbi alimentari, Bergamo supera la media italiana: giovani i più colpiti

Per far fronte al problema l'ospedale di Piario ospiterà un centro riabilitativo per la cura e la prevenzione di questi disturbi

Il tema dei disturbi alimentari, con particolare attenzione alla bulimia e all’anoressia, è sempre stato molto caro a BGY che, sin dai primi mesi di vita, ha voluto dare voce a ragazzi e ragazze che hanno vissuto sul loro corpo gli effetti del Mostro.

Anna (Anna, uscita dall’inferno dell’anoressia – bulimia: “Ragazze, chiedete aiuto), Rachele (“Non mangio per piacere di più”: quando l’insicurezza si trasforma in anoressia), Ginevra (Ginevra, libera dall’anoressia: “ragazze, non abbiate paura di parlarne ai vostri cari) e Gloria (Gloria Strabla e il mostro dell’anoressia: “Amatevi così come siete, magnifiche”).

Tutte, a modo loro, hanno raccontato la propria esperienza e cercato di dare un messaggio positivo ora che sono riuscite ad uscire dal tunnel, ma forse non ci rendiamo davvero conto della quantità di giovani che sono affetti da disturbi del comportamento alimentare.

Si scrivono “disturbi del comportamento alimentare” (o DCA), ma si leggono in molti modi: anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata, obesità, picacismo, binge eating,.. I DCA sono ormai una patologia non più circoscrivibile soltanto al mondo giovanile, ma che anzi si sta ampliando entrando in contatto con l’intera popolazione.

Inoltre, è sbagliato dire che solamente le femmine ne sono affette: negli ultimi anni, infatti è aumentato il numero di maschi che presentano questa patologia. E proprio sui disturbi del comportamento alimentare che si è incentrata la recente indagine svolta dal Servizio Epidemiologico di Ats.

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“I dati – ha aperto Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo – sono fondamentali per programmare servizi di prevenzione nei confronti dei DCA. L’indagine condotta dal Servizio Epidemiologico ha mostrato come questa patologia sia particolarmente diffusa in provincia di Bergamo, con medie al di sopra rispetto a quelle nazionali. È una patologia che richiede un apporto multidisciplinare: siccome non esiste una soluzione, diventa fondamentale svolgere un lavoro di rete”.

La parola è poi passata al dottor Alberto Zucchi, direttore del Servizio Epidemiologico di Ats Bergamo, che ha esposto l’esito dell’indagine: “L’obiettivo dello studio è stato di stimare la rilevanza epidemiologica di questo fenomeno all’interno della provincia di Bergamo. L’analisi ha riguardato 1.405 soggetti che nel periodo 2008-2017 hanno avuto ragionevoli probabilità di avere un DCA. Di questi, al 31 dicembre 2017, ne erano vivi 1.361 ed erano così distribuiti: 616 anoressici, 239 bulimici e 506 erano casi di persone con DCA nas, ovvero quei disturbi dove vi è un’incertezza nella diagnosi. Delle 44 persone morte nel periodo studiato solo 4 mostravano sulla propria scheda di morte la presenza dell’anoressia. Rispetto alla media italiana, Bergamo appare superiore sia come prevalenza generale di popolazione (12.3 persone con DCA ogni 10.000 abitanti) sia come età-specifica nella fascia 15-34 anni (29.1 ogni 10.000 abitanti). Negli anni si è infine notata una diminuzione del numero dei ricoveri, fatti solo in casi estremi, ed un aumento della loro durata”.

Certamente l’analisi non comprende una fetta non quantificabile di popolazione affetta da DCA: molte persone, infatti, o ricorrono a circuiti privati senza passare dal sistema sanitario nazionale, oppure vivono circondate da amici o famigliari che non prendono coscienza del problema in quanto tale, sottovalutandolo. Inoltre, c’è anche da segnalare una certa difficoltà d’accesso al SSN.

La conferenza si è chiusa con le parole della dottoressa Monica Meroli, direttore sociosanitario di ASST Bergamo Est, che ha parlato della realizzazione di un’apposita area dedicata alle persone affette da DCA non nella fase acuta:

“Le persone che escono dalla fase acuta dopo il ricovero hanno bisogno di essere accompagnate attraverso un percorso di riabilitazione per tornare alla loro vita quotidiana. Abbiamo quindi deciso di ristrutturare un’area di 700mq adiacente all’Ospedale di Piario dove saranno presenti 10 posti letto in regime residenziale, 2 letti per i day hospital e un ambulatorio. Poiché i DCA colpiscono principalmente i giovani, all’interno della struttura verrà instaurata una collaborazione con l’Ufficio Scolastico per poter mantenere il livello scolastico dei pazienti. La Regione Lombardia ha già approvato il progetto”.

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