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Tre vittorie consecutive: all’Atalanta non succedeva da un anno e otto mesi

I nerazzurri non conquistavano nove punti in tre giornate dal febbraio 2017

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Una striscia che mancava non da sette mesi, ma da quasi due anni, cioè un anno e otto mesi, in pratica dalla stagione record, la prima di Gasperini a Bergamo. Tre vittorie consecutive: una felice abitudine che negli ultimi tempi abbiamo acquisito e… assimilato al punto che sembrava ieri, quando sono state ottenute dall’Atalanta di Gasp che non ha paura di nessuno, anche fuori casa. Perché anche l’anno scorso si era arrivati molto vicino. Vediamo come.

La striscia era partita da Bologna, 1-0 gol di de Roon l’11 marzo 2018 poi seguita il 18 dalla cinquina di Verona, 5-0 con reti di Cristante, tripletta di Ilicic e gol di Gomez. E il 31 marzo il 2-0 sull’Udinese, gol di Petagna e Masiello. In realtà la serie era stata “rovinata” dal recupero di Torino del 14 marzo, dove naturalmente (negli ultimi tempi succede purtroppo) la Juventus aveva battuto l’Atalanta per 2-0 con reti di Higuain e Matuidi.

E allora andiamo al campionato precedente e troviamo come ultima striscia di vittorie effettiva quella del febbraio 2017: il 5 febbraio alla 4a di ritorno della stagione 2016-2017 Atalanta-Cagliari 2-0, doppietta di Gomez; il 12 febbraio 2017, Palermo-Atalanta 1-3, gol di Conti, Gomez e Cristante; il 18 febbraio Atalanta-Crotone 1-0, gol di Conti e il 25 febbraio Napoli-Atalanta 0-2, la storica vittoria con doppietta di Caldara.

Più indietro, c’è la serie della sei vittorie consecutive difficilmente uguagliabile, partendo dal 2-1 sull’Inter alla 9a di andata il 23 ottobre, poi Pescara-Atalanta 0-1, Atalanta-Genoa 3-0, Sassuolo-Atalanta 0-3, Atalanta-Roma 2-1 e Bologna-Atalanta 0-2.

Che cosa si può vedere in comune tra la striscia precedente e quella in corso (non si sa mai, volete mettere che si batta anche l’Inter?) oggi? Soprattutto i gol dei difensori, allora le doppiette di Conti e Caldara, oggi i gol di Gosens, Palomino, la doppietta di Mancini. Allora aveva segnato Cristante, oggi de Roon. Mancano, stavolta, le reti di Gomez, allora tre e in tutta la stagione ben 16 (probabilmente anche quelle irripetibili).

Oltre la statistica e i numeri, che cosa ci ha detto la partita di Bologna? Possiamo mettere la parola fine alla crisi?

Se riguardiamo il primo tempo, problemi ce ne sono stati ancora, a cominciare dal gol subìto a freddo dopo solo 3 minuti. Forse un difetto di concentrazione, forsde anche la strana sensazione di sentirsi più forti dell’avversario, continuata nel resto del primo tempo con un’azione prolungata di possesso palla che però non ha portato a sbocchi positivi. Mentre il Bologna ha rischiato ancora di colpire e non solo in contropiede.

L’Atalanta è tornata veramente nel secondo tempo, quando ha inciso di più anche per la presenza in attacco di Zapata che ha difeso palloni e si è imposto in area con maggiore personalità rispetto a Barrow, facendo valere sia il fisico che un po’ di furbizia e di esperienza. E certo la capacità di rimontare, di pareggiare e insistere e trovare un gol e cercarne altri ha dimostreto che questa Atalanta ha anche il carattere (Gasperini l’ha chiamata fiducia nei propri mezzi) per uscire da situazioni difficili. E soprattutto per non ripetere errori come nelle prime partite, quando la squadra si è fatta mettere sotto contro avversari non certo superiori come Spal e Cagliari.

Chiaro che la presenza di Ilicic dà molto, fa sentire tutti più sicuri e anche pericolosi sotto porta. Ma con lui è cresciuta la squadra e la difesa, nonostante l’assenza di Masiello, grazie a un Palomino straordinario e a un Mancini che continua a crescere. Di Toloi si sa che ci mette sempre cuore ed è un trascinatore.

Ora la striscia di vittorie deve continuare? Almeno nelle prestazioni… poi anche gli attaccanti a digiuno si sbloccheranno, come ha fatto Zapata.

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