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Ortofrutta

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Al mercato tempo di noci e frutta secca: da provare in fagottini con miele e mandarino

Sulla piazza si registrano i primi arrivi di noci italiane mentre fino a qualche giorno fa si potevano trovare solamente con origine sudamericana (Argentina e Cile).

Sono le noci e la frutta secca il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo bergamasco. Sulla piazza si registrano i primi arrivi di noci italiane mentre fino a qualche giorno fa si potevano trovare solamente con origine sudamericana (Argentina e Cile).

La regina del raccolto italiano è la varietà Lara, coltivata soprattutto nel trevigiano: a contraddistinguerla sono la storicità dei trattamenti, le modalità di essicazione e caratteristiche organolettiche particolari. Oltre alla merce proveniente dall’Italia, è presente quella francese e in questo caso la protagonista è la Franquette, che si distingue per avere dimensioni più piccole.

A parità di pezzatura, il prodotto italiano riesce a spuntare valori di mercato superiori in virtù della qualità e delle caratteristiche organolettiche che esprime.
Ricche di proprietà per la salute e il benessere dell’organismo, le noci contengono sali minerali come fosforo, magnesio, calcio, ferro, sodio, manganese, potassio, zinco e rame, ma anche vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, C, E, K e J.

Grazie alla loro composizione, sono una fonte di energia, svolgono un’azione diuretica e contribuiscono a ridurre il rischio di sviluppare coronaropatie, offrendo benefici vascolari a chi soffre di malattie cardiache.
Secondo alcune ricerche, poi, mangiare regolarmente noci svolgerebbe un’importante funzione antitumorale.

In cucina possono essere consumate al naturale oppure adoperate per accompagnare primi piatti, come risotto e pastasciutta oppure secondi e dessert come il semifreddo.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, sin dal primo sguardo, si nota che è cominciata l’offerta delle arance nazionali: si parla della varietà Navellina, che ha una maturazione precoce e approda al mercato prima delle altre. Reperibili con o senza foglia, alla rinfusa o con due strati, al momento i luoghi d’origine sono Puglia, Calabria e soprattutto Sicilia, man mano però le aree di provenienza si arricchiranno con nuovi punti di approvvigionamento. Siamo agli inizi: i prezzi sono nella norma ma mediamente alti e con l’aumento dei volumi disponibili si assesteranno. Differenti le pezzature che si possono trovare: tradizionalmente i frutti più piccoli sono adoperati per preparare le spremute, mentre quelli più grandi vengono sbucciati.

Aumenta la disponibilità di clementine o mandaranci, con una maggior presenza di merce nazionale rispetto a quella spagnola. Le referenze mostrano qualità analoghe, con gli esemplari italiani in miglioramento, e i prezzi diminuiscono con l’aumento dei quantitativi.

Comincia una cauta e timida offerta di kiwi nazionale, soprattutto della varietà Hayward, mentre sta volgendo al termine la campagna di quello neozelandese. I frutti manifestano le caratteristiche organolettiche minime per essere commercializzate, in modo particolare per quanto riguarda il grado zuccherino. La durezza rimane ancora eccessiva, ma questi frutti proseguono la maturazione anche una volta raccolti dalla pianta. Provenienti da Calabria, Lazio, Piemonte e Veneto, hanno valori di mercato nella norma e inferiori a quelli del prodotto estero precedente.

Altri protagonisti della stagione sono i cachi o loti: la disponibilità è abbondante e permette di ridurre le quotazioni. La qualità è più che buona e gli areali produttivi si concentrano nell’Emilia Romagna. Accano alle specie tradizionali c’è il caco mela, ossia la varietà Persimon.

È stabile la situazione delle castagne: l’abbassamento delle temperature riscontrato nei giorni scorsi non ha ancora influito sull’andamento delle compravendite, anche se si attende un miglioramento delle richieste considerando che ci troviamo nel momento più indicato per consumarle. Come da tradizione, i luoghi d’origine sono l’avellinese e il piemontese.

Sono stabili mele e pere, mentre è in contrazione l’offerta di uva da tavola, disponibile con un’ampia forbice di prezzi. L’attenzione dei consumatori è indirizzata verso le varietà che mostrano una miglior qualità, anche a fronte di un costo più sostenuto.

Passando al comparto orticolo, comincia l’offerta di carciofi, al momento reperibili soprattutto senza spine, che maturano prima degli altri. Originari dall’Italia meridionale e dalla Sardegna, hanno quotazioni che, dopo l’exploit iniziale, sono in diminuzione e si attestano entro valori normali.

Sono in forte contrazione i prezzi dei peperoni olandesi, che al momento hanno la meglio su quelli provenienti dagli altri Paesi, mentre sono stabili le zucchine.

Per concludere, calano i quantitativi disponibili di fagiolini di tipo Boby italiani e arrivano quelli nordafricani, mentre inizia la campagna del pomodoro costoluto siciliano e del pomodoro varietà Merinda.

La ricetta delle nostre Amiche Sciroppate

Fagottini di pasta frolla con frutta secca, miele e zest di mandarino

Fagottini di pasta frolla con frutta secca, miele e zest di mandarino

Ingredienti per la pasta frolla:

200 g di farina 00

110 di zucchero

1 uovo intero e un tuorlo (freddi di frigo)

80 g di burro ammorbidito

Un pizzico di sale

1 bustina di vanillina

Per l’interno

100 g di frutta secca mista tra noci, mandorle e nocciole

2 cucchiaini di miele

Buccia grattugiata di 2 mandarini

Procedimento

Preparate la pasta frolla classica con la ricetta della nonna.

Breve ripasso: unite la farina con lo zucchero e fate un buco centrale in cui mettete il burro ammorbidito a temperatura ambiente a tocchetti, le uova, il sale e la vanillina. Lavorate l’impasto con le mani fino a ottenere una palla; avvolgetela in una pellicola e lasciatela riposare almeno un’ora.

Sminuzzate con una mezzaluna la frutta secca, unite il miele e la buccia del mandarino grattugiata, ottenendo un composto colloso.

Fagottini di pasta frolla con frutta secca, miele e zest di mandarino

Stendete la pasta con il mattarello tra due fogli di carta da forno fino a ottenere una striscia alta circa tre millimetri e per circa 15 centimetri di larghezza.

Adagiate nel mezzo il composto e, aiutandovi con il foglio del carta da forno, arrotolate la pasta fino ad ottenere un cilindro che chiuderete bene con le dita.

Disponete il rotolo su una teglia e incidetelo fino in fondo ogni paio di centimetri.

Infornate in forno preriscaldato a 180 gradi per 30 minuti, spegnete quando vedrete la pasta dorata sulla superficie ma lasciate in forno spento per altri 5 minuti.

Separateli una volta raffreddati, saranno perfetti per una pausa caffè golosa o da meditazione accompagnati con un buon passito.

Fagottini di pasta frolla con frutta secca, miele e zest di mandarino

 

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