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Sotto il Monte, proseguono i lavori del nuovo teatro: i cittadini visitano il cantiere fotogallery

Ad accompagnare i cittadini durante la visita sono stati il progettista Paolo Belloni e il parroco del paese monsignor Claudio Dolcini

A distanza di un anno dalla posa della prima pietra, il cantiere del nuovo teatro di Sotto il Monte Giovanni XXIII apre le proprie porte e si mostra ai cittadini.

L’iniziativa, svoltasi nel pomeriggio di sabato 3 ottobre, ha permesso ai concittadini di Papa Giovanni XXII di conoscere l’avanzamento dei lavori della struttura che ospiterà diversi eventi del paese a partire dalla prossima primavera, come spiega Paolo Belloni, ideatore del progetto: “La struttura non sarà soltanto un teatro, ma ospiterà eventi di diverse tipologie, mantenendo un legame con la vicina Casa del Pellegrino e con l’adiacente oratorio. Sarà in grado di ospitare sino a 330 persone e presenterà un ampia platea accompagnata da un ampio spazio fruibile al pubblico che la separerà da una tribuna per gli spettatori. L’edificio avrà due entrate, di cui la principale su via Pacem in Terris, e seguirà le linee architettoniche che caratterizzano la Casa del Pellegrino”.

Il progetto del nuovo teatro, finanziato in buona parte da Fondazione Cariplo e dalla Parrocchia di Sotto il Monte, rientra all’interno di una più ampia fase di riqualificazione che ha interessato il comune dell’Isola Bergamasca e che ha visto il restauro della Chiesa Parrocchiale e del Santuario della Madonna delle Caneve e la realizzazione di una serie di opere pubbliche come la nuova biblioteca comunale; un progetto che saprà riunire cultura e fede, come illustra monsignor Claudio Dolcini, parroco di Sotto il Monte Giovanni XXIII: “Una comunità senza una cultura è una comunità povera e per questo motivo abbiamo deciso di investire su questa struttura. Nonostante ci occupiamo di fede, non possiamo dimenticare come questa abbia sempre cercato di portar avanti le basi della cultura, per cui è significativo aver la possibilità di aver un luogo dove si possa promuovere la cultura”.

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