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Arianna, 21enne bergamasca e il volontariato in Brasile: "Mettetevi in gioco, non ve ne pentirete" - BergamoNews
La testimonianza

Arianna, 21enne bergamasca e il volontariato in Brasile: “Mettetevi in gioco, non ve ne pentirete”

Avevo già intenzione di vivere un'esperienza simile e, appena si è presentata l'occasione ho firmato e dopo 10 giorni avevo già il contratto con l'associazione pronta per partire, destinazione? Brasile

Ciao a tutti! Sono Arianna ho 21 anni e sono di Bergamo: oggi vi racconto una delle più belle esperienze di tutta la mia vita.

A maggio, durante una lezione di Economia aziendale in Università, sono venuti a parlarci dei ragazzi di un’associazione chiamata AIESEC. È un’associazione studentesca senza scopo di lucro che permette a ragazzi come me di fare attività di volontariato all’estero, vivendo in famiglie locali e soprattutto a prezzi contenuti.

Avevo già intenzione di vivere un’esperienza simile e, appena si è presentata l’occasione ho firmato e dopo 10 giorni avevo già il contratto con l’associazione pronta per partire, destinazione? Brasile.

Sono partita a fine agosto con la consapevolezza di non sapere una parola di portoghese ma poi ho pensato “ tutti sanno due parole d’inglese no?” Ecco in realtà no… in Brasile nessuno parla inglese, nemmeno all’aeroporto internazionale di San Paolo, nemmeno negli infopoint. Quindi mi sono sbizzarrita facendomi capire utilizzando i migliori gesti possibili come solo un’italiana vera sa fare.

Siamo partiti in due io e Leo, compagno di avventure e disavventure. Appena arrivati a San Paolo abbiamo preso un pullman super accessoriato e comodo che ci ha portato in 8 ore a Joinville, quella che è stata poi la nostra casa per 6 settimane. In Brasile i pullman sono bellissimi, comodi, puliti, con Wi-Fi e acqua gratis… mi direte: ”Davvero?” Si, lì non avendo ferrovie utilizzano tutti questi pullman che fanno anche 15 ore di strada e le principali città sono tutte collegate così. Arrivati a Joinville abbiamo conosciuto le nostre famiglie.

Inutile dirvi la fortuna che ho avuto io ad incontrare queste persone. Una famiglia grande, accogliente e calorosa. Dico grande perché erano davvero tanti: padre, due figlie, nonno, nonna, zia, zio, nipoti…insomma una famiglia enorme e speciale. Mi hanno trattata bene fin dal primo giorno facendomi sentire parte di loro. Mi hanno dato da mangiare anche se non erano tenuti a farlo per contratto e, soprattutto, mi hanno voluto veramente bene. Posso dire che hanno fatto di tutto per farmi sentire a casa e non sapete quanto mi mancheranno le lunghissime chiacchierate dopo cena con la nonna, mentre provavamo a raccontarci a vicenda qualcosa del nostro paese che l’altra non sapeva.

Rimanevo sempre stupita, ogni cosa che mi veniva detta per me era WOW!. È stato molto divertente quando ho provato a fare una video chiamata su WhatsApp con mia nonna dall’Italia e, per un momento, abbiamo iniziato tutti a parlare lingue sconosciute e io cercavo di fare da mediatore, fallendo miseramente. Ma quella videochiamata è stata stupenda, avevo proprio lì due donne così simili ma al contempo, così distanti. Sono sicura che se si fossero capite ora sarebbero amiche per la pelle.

Posso dire con certezza che, durante tutta questa esperienza in Brasile, ho conosciuto solo persone stupende, partendo dai volontari che, come me, avevano scelto di fare questa esperienza, fino ai tassisti di Uber che ogni volta mi intrattenevano con conversazioni lunghissime (anche se ne capivo la metà) ma sempre gentili e soprattutto sorridenti. Dopo una settimana a Joinville ho iniziato ad ambientarmi veramente, ho iniziato a ragionare con la moneta del posto e soprattutto ho iniziato a vivermi l’esperienza appieno. Tra i luoghi più belli che io abbia mai visto direi che le Cataratas do Foz de Iguaçu meritano il primo posto. Un complesso di cascate enorme che comprende parte del territorio Brasiliano e Argentino.

Non riesco a descriverlo perché sarebbe come sminuirlo per quanto è bello. Unica pecca? Il diluvio universale che abbiamo beccato durante tutta la giornata e le 20 ore di pullman totali per andare e tornare a casa. Ma ne è valsa sicuramente la pena!! In fondo come direbbe mia nonna: “se non le fai a vent’anni queste cose poi quando le fai?”.
Sicuramente dopo 6 settimane In Brasile ho capito il perché del colore verde della loro bandiera. È bellissimo poter vedere la quantità di vegetazione presente in Brasile. Ci sono degli scenari spettacolari immersi nel verde assoluto. Ma poi vogliamo parlare della frutta e verdura? Mango, avocado, maracujá, papaya , banane di mille tipi diversi. Per me entrare in un supermercato lì era come entrare in un parco giochi per un bambino. Bellissimo, colorato e di mille profumi diversi. Insomma un sogno.

Per quanto riguarda l’attività di volontariato abbiamo lavorato per 5 settimane nella fondazione cattolica Pe.Luiz Facchini che si occupa di bambini che non sempre hanno la fortuna di andare a scuola. Facevamo attività sportive, musicali e culturali. Il nostro compito era riuscire a trasmettergli la nostra cultura, la nostra voglia di viaggiare e di conoscere, il desiderio di imparare a mettersi in gioco. Cercavamo di farli viaggiare con la fantasia senza che dovessero pagare un biglietto di 1000€. È stato bellissimo poter lavorare con i bambini perché, non solo ci hanno aiutato tantissimo a imparare il portoghese, ma anche perché ci hanno fatto vivere al meglio questa esperienza, permettendoci di conoscere fino in fondo questa cultura meravigliosa. Immersa in questa realtà si percepiva la voglia di evadere. La voglia sfrenata di giocare a pallone, anche scalzi, senza alcuna scarpetta su misura. Il campo da calcio era semplicemente una striscia di terra con quattro pali piantati e se ti beccavi il sasso nel piede, bhe peggio per te. Ma a dirla tutta, a loro andava bene così anzi quando arrivavano la mattina alle 8 alla fondazione e prendevano il loro pallone si sentivano già Cristiano Ronaldo.
Una ragazzina, invece, un giorno mi ha raccontato di quello che vorrà fare da grande: lei vuole viaggiare, andare in Corea del Sud per imparare a disegnare gli anime. È il suo sogno più grande e sta studiando inglese per riuscire a realizzarlo, ha detto che continuerà a studiare per andarsene il prima possibile da lì. Mentre l’ascoltavo pensavo “a dodici anni io volevo solo rimanere a casa mia, con la mia famiglia protetta e accudita invece lei vuole andarsene….che coraggio!!

Questa fondazione permette ai bambini di viaggiare con la testa cercando di aprirgli più orizzonti possibili, facendogli vedere che c’è tutto un mondo al di fuori del Brasile, al di fuori di Joinville, al di fuori della fondazione ed è un mondo bellissimo, vario e colorato! Grazie alla mia famiglia siamo riusciti a mettere in pratica un progetto fantastico che mi ha reso orgogliosa di tutte le persone che ho accanto. Sono riuscita a raccogliere 1200 euro che ho investito totalmente in materiale da destinare alla fondazione. È stata un’impresa e mi rimarrà sempre impressa la faccia della cassiera quando ci ha visti comprare quella quantità di carta, libri, giochi, penne, colori, matite e palloni . Per me è stato il momento più bello, vero e sincero di tutta la mia esperienza in Brasile. Mi sono sentita veramente felice, ripagata di tutti gli sforzi, mi sentivo piena di amore come non mi era mai successo prima. Ho sempre fatto beneficenza e vi posso assicurare che non c’entra nulla. Vivere l’esperienza di persona, essere una parte attiva della società e aiutare il prossimo ti apre veramente il cuore. Per me è stato così, siamo tutti diversi su questo mondo e non tutti magari si lasciano prendere dalle emozioni come me, però se mai vi passerà per la testa di fare un’esperienza vera e sincera vi assicuro che non ve ne pentirete! Partite, viaggiate e, soprattutto mettetevi in gioco!

Senza i miei genitori che mi hanno sostenuto al 100% dall’Italia, aiutandomi nel raccogliere i soldi a distanza non sarei mai riuscita a fare tutto questo. Mi hanno fatta sentire una persona speciale e io mi sento onorata ad avere accanto parenti, amici e familiari che condividono le mie stesse idee e soprattutto che hanno aperto il loro cuore.

Dopo questo viaggio posso dire che il Brasile è senz’altro un Paese grandioso, con molte difficoltà sia dal punto di vista politico che economico. Ma senza dubbio uno dei paesi più belli che abbia mai visto con persone eccezionali, luoghi che ti lasciano senza fiato e scenari meravigliosi, in grado di penetrare a fondo nel tuo cuore lasciando un ricordo indelebile.

Thanks Brazil❤❤❤❤

Arianna

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